Skullbreaker Challenge: scherzi pericolosi o bullismo da social?

Skullbreaker challenge la nuova sfida creata dai giovani per i social, vista come un gioco e una prova di coraggio spesso mortale.

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La Skullbreaker Challenge è la nuova sfida creata dai giovani per i social, una prova di coraggio spesso mortale. Si tratta di un gioco pericoloso, che preoccupa i genitori. I video spopolano sul web, facendo il giro del mondo. I ragazzi partecipano per trasgressione o per sfidare gli amici. Spesso sono anche atti di bullismo, una prova dell’integrazione all’interno di un gruppo.

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Skullbreaker Challenge: rischi e pericoli

Skullbreaker, che significa spacca testa, rimanda all’obiettivo principale del gioco: mettere in pericolo qualcuno per divertimento. La Skullbreaker Challenge prevede tre complici e una vittima. Due amici ne invitano un terzo a provare una semplice coreografia. Il malcapitato viene posizionato tra i due compagni d’accordo, la musica parte e i ragazzi iniziano a saltellare a ritmo alternato. Quando tocca alla vittima, i due complici le fanno uno sgambetto combinato, facendola cadere di schiena. Il tutto è filmato per poi essere caricato sui social.

L’impatto con il suolo è piuttosto violento. Il tempo di reazione è molto breve. L’importante è cercare di attutire il colpo, proteggendo le più parti sensibili del corpo. Il risultato è un elevato rischio di farsi davvero male, battendo la testa o lesionandosi gravemente schiena e arti. La caduta provocata dallo sgambetto può causare:

  • Arresto respiratorio;
  • Ematomi;
  • Fratture vertebrali;
  • Cecità;
  • Commozioni cerebrali;
  • Frattura cranica.
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Skullbreaker Challenge e altre sfide pericolose

La Skullbreaker Challenge è solo la più recente di una lunga serie di sfide pericolose in voga tra i giovani. Tra queste ricordiamo:

  • Tide Pods Challenge: mangiare capsule per lavatrici o lavastoviglie;
  • Sfida del suicidio: i ragazzi simulano l’impiccagione, cercando di resistere il più a lungo possibile;
  • Bird Box Challenge: la sfida è ispirata all’omonimo film horror post-apocalittico prodotto e distribuito da Netflix. Consiste nel replicare le azioni dei personaggi del film, che camminano bendati per proteggersi da spiriti maligni che inducono le persone al suicidio al solo contatto visivo. Molti bambini e ragazzi hanno postato sui social video in cui si facevano riprendere bendati. Compiono azioni giornaliere come camminare per casa, in strada o con l’auto, mettendo in pericolo se stessi e gli altri;
  • Selfie killer o kilfie: sono autoscatti compiuti in una circostanza pericolosa, come prima di scansare un treno che arriva di spalle;
  • Daredevil selfie, il selfie del temerario: consiste nel fotografarsi in luoghi e condizioni estreme;
  • Balconing: i ragazzi si fanno riprendere mentre si tuffano nelle piscine dalle finestre di casa o degli alberghi, posizionate su piani elevati.
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Come reagire alle challenge

Alcuni enti, come la Croce Rossa Italiana (che ha postato un video informativo sulla piattaforma TikTok), la Polizia di Stato e la Polizia Postale, hanno divulgato e messo a disposizione servizi e consigli.

È opportuno e necessario parlare ai ragazzi di questa sfida, mettendoli in guardia dalla possibilità di essere tratti in inganno. Inoltre, devono sapere che chi procura gravi ferite e danni ad altri può essere incriminato. È indispensabile controllare attentamente i comportamenti dei più giovani, badando a condotte insolite o negative.

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