Smart working tra benefici e rischi: il lavoro agile ai tempi del Covid-19

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Tra le misure adottate dal Governo per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 ci sono disposizioni per favorire l’applicazione della modalità di lavoro in smart working. Si tratta di un metodo dinamico, svolto dai dipendenti da remoto, all’esterno dei locali dell’azienda. Il 1 marzo, il Presidente del Consiglio Conte ha emanato un decreto che interviene sulle modalità di accesso al lavoro agile, esteso all’intera durata dello stato di emergenza.

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Cos’è lo smart working

smart workingDi smart working si inizia a parlare con la legge 81/2017 riguardo le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. La definizione di lavoro agile marca i concetti di flessibilità organizzativa, responsabilizzazione e utilizzo di strumenti che consentono di lavorare da remoto. Ai lavoratori agili, inoltre, è garantita parità di trattamento rispetto i colleghi che eseguono la prestazione con modalità ordinarie. Ecco diverse definizioni:

  • Per Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, si tratta di una ripresa del telelavoro in un’ottica più “smart”. Si mettono in discussione i vincoli tradizionali legati a luogo e orario, lasciando alle persone maggiore autonomia e flessibilità. La valorizzazione dei talenti e della fiducia diventano principi chiave dello smart working;
  • Per il Chartered Institute of Personnel and Development è un approccio all’organizzazione del lavoro, finalizzato a migliorare efficacia ed efficienza per il raggiungimento degli obiettivi. Questo avviene attraverso flessibilità, autonomia e collaborazione, puntando all’ottimizzazione di strumenti e tecnologie.
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Emergenza Coronavirus: come cambia lo smart working

smart workingPer far fronte all’emergenza Coronavirus, evitare gli spostamenti e contenere i disagi, il Presidente del Consiglio ha stabilito attraverso il Dpcm del 1 marzo 2020 che:

  • Fino al 31 luglio 2020 il lavoro agile può essere applicato dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, anche in assenza degli accordi individuali previsti. Il datore di lavoro non è più propriamente libero di decidere se adottare o meno la modalità di lavoro agile;
  • L’obbligo d’informativa sulla sicurezza dei lavoratori può essere assolto in modalità telematica, ricorrendo alla documentazione sul sito INAIL;
  • Per le Pubbliche Amministrazioni il lavoro agile cessa di essere una misura sperimentale (decreto legge 2 marzo 2020).

In caso di violazione delle nuove direttive lavorative le sanzioni potranno essere di carattere pecuniario e interdittivo.

Per accedere allo smart working è necessario possedere SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Nell’invio dell’accordo individuale dovranno essere indicati:

  • Dati del datore di lavoro;
  • Dati del lavoratore;
  • Dati relativi alla tipologia di lavoro agile e alla sua durata.
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Benefici e rischi del lavoro agile

internet trendTra i benefici dello smart working annoveriamo:

  • Assunzione delle categorie di lavoratori con particolari esigenze;
  • Riduzione degli agenti inquinanti (analisi del 2015 dall’Università di Stanford);
  • Migliorare la capacità di bilanciare in modo equilibrato lavoro e vita personale.

Tra i rischi, invece:

  • Riduzione della capacità di trasferimento delle informazioni tra la forza lavoro;
  • Isolamento sociale del lavoratore;
  • Difficoltà nel separare vita personale e attività lavorativa.

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