Sospensione lavoro no vax valido: una sentenza del Tar è una doccia fredda per i no vax. Infatti, la sentenza stabilisce il vaccino anti Covid andava fatto, per proteggere la collettività. Tale sentenza arriva a seguito del ricorso di un Carabiniere sospeso, dopo il rifiuto di sottoporsi al vaccino anti Covid-19.
Ti consigliamo come approfondimento-L’atleta paraolimpico Oscar Pistorius uccise la fidanzata e dopo solo 9 anni esce dal carcere
Sospensione lavoro no vax valido: sentenza Tar Emilia
Una vera e propria doccia fredda per i no vax: il vaccino anti Covid andava fatto, per proteggere la collettività. Il Tar dell’Emilia-Romagna respinge il ricorso di un Carabiniere sospeso perché si era rifiutato di vaccinarsi contro il Covid, in piena pandemia. Nella sentenza si legge: “Come il personale sanitario e scolastico, anche i dipendenti pubblici dei comparti difesa, sicurezza e soccorso, ugualmente esposti al pubblico, hanno gli stessi doveri di protezione e di solidarietà ribaditi dalla Consulta in relazione all’obbligo vaccinale.” Secondo il Tar, peraltro, sulla efficacia e sicurezza del vaccino si registra il general consensus della comunità scientifica.
Ti consigliamo come approfondimento-Pino Daniele: nove anni senza il grande cantautore partenopeo
Sospensione lavoro no vax valido: no sacrificio imposto
Il collegio, presidente estensore Ugo Di Benedetto, ha citato sentenze della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo. Inoltre, ha sottolineato che la sicurezza e l’efficacia dei vaccini sono state accertate in sede di autorizzazione condizionata. Non ci sono ragioni per ritenere che il “sacrificio imposto” con la vaccinazione obbligatoria sia eccessivo o sproporzionato. Né che vaccinarsi rappresenti una ingerenza impropria nella vita privata. Infatti, persegue una finalità di un interesse pubblico, il contenimento del contagio, per la tutela della società. Venne stabilito, infatti che Il datore di lavoro, in base all’art. 2087 c.c. era obbligato a garantire salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il datore era obbligato a far rispettare per i non-vaccinati della sanità le norme di legge contro la pandemia da SARS-CoV-2. Egli era tenuto a disporre di tutte le misure necessarie e quelle di legge fino alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.
Ti consigliamo come approfondimento-Chiara Ferragni torna sui social: “Mi siete mancati”
Sospensione lavoro no vax valido: cambio mansione o sospensione
Come stabilito dal D.L. n. 44/2021 per coloro che non vaccinati contro la SARS-CoV-2, era prevista la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Tali condizioni erano atte a preservare la condizione occupazionale/retributiva e compatibili con la tutela della salubrità dell’ambiente di lavoro, in quanto non prevedenti contatti interpersonali con soggetti fragili o non-comportanti, in qualsiasi altra forma. Spettò al datore di lavoro l’onere di provare che non esistessero misure alternative alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. La legge prevedeva anche l’obbligo del datore di lavoro deve adibire il lavoratore non-vaccinato, ove possibile, a mansioni anche inferiori. Si trattava di mansioni diverse da quelle d’appartenenza, con il trattamento corrispondente alle mansioni esercitate. Comunque, andavano impediti rischi di diffusione del contagio. Se l’assegnazione a mansioni diverse non fosse stata possibile, il datore di lavoro avrebbe dovuto disporre una sospensione senza retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.
































