Spagna: approvata la legge per tutelare gli animali in caso di divorzio

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Spagna divorzio animali, c’è una legge che li tutela in caso di separazione. Quest’ultima di fatto previene l’abbandono o la disputa imponendone l’affidamento condiviso. Di fatto gli animali domestici, in Spagna quantomeno, sono ritenuti: “Esseri viventi dotati di sensibilità”. Non più dunque delle semplici “cose” come nel resto del pianeta. Per il loro affidamento quindi ci si rivolgerà ad un giudice, nulla di diverso dal caso di un bambino. Si terranno conto dei relativi fattori e in caso di disputa si andrà per l’affidamento condiviso. Una misura che riguarderà dai cani a gatti, sino alle tartarughe, pesci o uccelli.

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Spagna divorzio animali: come si comporta la legge

AnimaliIn Spagna gli animali domestici sono ritenuti: “Esseri viventi dotati di sensibilità”. Motivo per cui in caso di divorzio bisognerà trattarli al pari dell’affidamento di un figlio. “Il futuro degli animali da compagnia, tenendo conto degli interessi familiari e del benessere dell’animale”. Si legge nella normativa che continua: “Distribuendo l’affidamento e la cura”. Una mozione promossa da Socialisti e Podemos. Una misura che riguarderà cani, gatti, tartarughe, uccelli e pesci. Fino ad ora si era affidati a controversie interne dei tribunali, per questo si è modificato il codice civile. Ora dunque, anche per loro, ci sarà una legge a cui appellarsi, per tutelarne la salute e i sentimenti.

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Spagna divorzio animali: cosa dice la legge

consiglio di stato, processo ciro grillo, spagna divorzio animali,Cosa afferma dunque la legge promossa dai socialisti e da podemos? Vediamola insieme. La legge prevede che cani, gatti, tartarughe, uccelli e pesci siano oggetto di affidamento condiviso. O, in caso di necessità, sottoposti a tutela di uno o dell’altro coniuge nel caso l’affidamento ad uno dei due possa ledere l’animale. Inoltre obbliga i proprietari nel garantire loro “il benessere”. Nel caso non possano farlo o la persona abbia precedenti o casi di abusi su animali, il giudice potrà revocarne la custodia. La Spagna non è tuttavia il primo paese a riconoscerli come “esseri viventi sensibili”. Di fatto già dal 2015 si erano mosse sulla questione: Germania, Svizzera, Austria e Portogallo. Praticamente, manchiamo solo noi in Italia.

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