Spesa: prezzi in aumento. Tutta colpa del Coronavirus

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Non è passato inosservato, in questo periodo critico dovuto all’emergenza Coronavirus, l’aumento dei prezzi di alcuni beni di prima necessità. Mentre mascherine e gel igienizzanti sono ormai quasi irreperibili, sale il costo di pasta, frutta e verdura. Stando ai dati Codacons, infatti, il costo dei prodotti da carrello della spesa (cibo, prodotti per la cura della persona e della casa) è cresciuto dell’1,2% a marzo. Si tratta di una percentuale importante se si pensa che a febbraio l’incremento è stato solo dello 0,3%.

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Spesa: tra assalto ai supermercati e aumento dei prezzi

bonus spesaIn molti supermercati si è registrato un consistente aumento dei prezzi dei prodotti di genere alimentare. Con lo scoppio dell’emergenza Coronavirus, fare la spesa è diventato dunque un’impresa, tra lunghe file, ingressi contingentati e costi elevati.

L’incremento dei prezzi ha coinvolto innanzitutto beni primari come i prodotti ortofrutticoli. Il costo di cavolfiori, zucchine e broccoli è quasi triplicato. Le arance, invece, hanno subito un incremento del 44%. Tra i primi in classifica troviamo:

  • La farina, con un’impennata nel prezzo dell’80%;
  • La carne in scatola, con un incremento del 60%;
  • I legumi, con un aumento del 55%.

Pasta e riso, invece, hanno subito un rialzo rispettivamente del 51% e del 39%.

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Incrementi e ribassi, incriminato anche il web

Mentre alcuni supermercati hanno adottato lo stop ai rincari, sul web si presenta uno scenario diverso. Uno dei casi che ha indignato di più, portato alla luce da Codacons, è stato quello di un rivenditore online che ha messo in vendita confezioni di pasta al prezzo di 12 euro al kg. Sono intervenute la Polizia Postale e la Guardia di Finanza, le quali hanno chiesto di oscurare la pagina, avviando indagini contro l’autore dell’annuncio.

Nonostante i diversi incrementi di prezzo, alcuni prodotti sembrerebbero andare incontro a ribassi:

  • Le bevande alcoliche e analcoliche hanno subito una riduzione del prezzo che oscilla tra il 7% e il 20%;
  • Le merendine e la pasticceria industriale hanno registrato un calo delle vendite di circa il 12%.
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Spesa in aumento: si tratta di sciacallaggio?

pensioni 2020Diversi esercenti sostengono che l’aumento dei prezzi sia dovuto principalmente a una riduzione dei trasporti. Secondo Federconsumatori però questa forma di restrizione non ci sarebbe, dunque i rifornimenti avverrebbero con regolarità. Ciò ha fatto sorgere il dubbio che alcuni commercianti stiano approfittando di questa situazione per “gonfiare” le proprie tasche.

In generale, l’aumento del prezzo di alcune tipologie di alimenti può essere dovuto a diversi fattori:

  • Un dislivello nel rapporto tra domanda e offerta: il diffondersi della pandemia ha modificato le scelte di acquisto di molti italiani;
  • La speculazione dovuta a un numero maggiore di investitori nel mercato;
  • L’andamento dei costi dell’energia.

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