Stalking non è più aggravante femminicidio: “Viene assorbito dal crimine”

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stalking aggravante femminicidio

Stalking aggravante femminicidio: la Cassazione si è recentemente pronunciata su un caso di omicidio e stalking, stabilendo che quest’ultimo non rappresenta un’aggravante. Si tratta di una decisione che ha lasciato in molti senza parole, ma è stata fraintesa. Dietro la sentenza della Corte di Cassazione, infatti, si cela una spiegazione del tutto logica.

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Stalking aggravante femminicidio: l’introduzione nel codice penale

assistenza violenza sessuale“È punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi, chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”: è questa la definizione del reato di stalkingÈ stato introdotto nel codice penale con la legge n.38 del 2009 (articolo 612-bis).

Nel 2021, le vittime di tale crimine e di violenze sessuali possono godere dell’assistenza legale gratuita. A deciderlo è stata la Corte Costituzionale: deve essere lo Stato a provvedere allo stipendio di giudici e avvocati. Il motivo? Le persone coinvolte in queste gravi faccende sono particolarmente vulnerabili. La consapevolezza di dover pagare ingenti somme per avere giustizia si trasforma in un ulteriore peso difficile da sorreggere. 

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Stalking aggravante femminicidio: la sentenza della Cassazione

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Dottoressa Francesca Florio, dal suo profilo Instagram

La sentenza che ha sollevato il caso ha stabilito che “lo stalking non è più un’aggravante in caso di femminicidio o omicidio”. Si tratta di una dichiarazione che ha lasciato tutti a bocca aperta. Non si tratta, tuttavia, di un passo indietro nella tutela delle vittime. A spiegarlo è Francesca Florio, dottoressa magistrale in giurisprudenza e divulgatrice di materie giuridiche sui social. Ha trattato l’argomento nel dettaglio sul suo profilo Instagram. “È stato semplicemente statuito che i due reati non concorrono, perché lo stalking viene assorbito dall’omicidio.”

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si sono espresse sull’interpretazione della norma che punisce l’omicidio aggravato dallo stalking. Trattandosi di un reato complesso, questo tipo di omicidio, secondo i giudici, assorbe anche gli atti persecutori. In sostanza, chi viene condannato per omicidio aggravato da stalking non può essere punito anche per lo stalking come reato autonomo.

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Stalking aggravante femminicidio: la spiegazione 

Omicidio bellisario“In giurisprudenza c’erano due orientamenti contrastanti in merito all’interpretazione di due norme ben specifiche. Nello specifico, ci riferiamo a due delitti. Il delitto di omicidio volontario aggravato dallo stalking, quindi ex articolo 576 n.5.1, e il delitto di stalking. Il contrasto verteva su una questione molto semplice. Questi due delitti concorrono e quindi devono essere applicati insieme, oppure l’omicidio aggravato dallo stalking è un reato complesso e quindi si applica solo l’omicidio aggravato dallo stalking? Le Sezioni Unite dovevano dare e hanno dato una linea direttrice per interpretare ciò. La questione su cui si è espressa la Corte di Cassazione è questa. L’omicidio aggravato dallo stalking contiene al suo interno lo stalking, oppure il processo deve essere fatto per omicidio aggravato e per stalking?”

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Stalking aggravante femminicidio: la punizione è l’ergastolo!

Violenza sessuale bambina“Lo stalking è un’aggravante dell’omicidio volontario. Questa decisione non rappresenta affatto un passo indietro nella lotta alla violenza contro le donne. Questo perché, applicando l’articolo 576 e considerando l’omicidio aggravato dallo stalking un reato complesso, si permette di punire con la pena dell’ergastolo. A fronte della media delle condanne per omicidio, che è di dodici anni.” Dunque, si può tirare un sospiro di sollievo. Quello della persecuzione è e resta un reato grave, ingiustificabile e seriamente punito dalla legge.

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