Arriva in Italia la “stanza della rabbia”: entri e distruggi tutto

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Distruzione: è questa la parola chiave all’interno della stanza della rabbia. Piatti, bicchieri, televisioni, mobili, vecchie stampanti, il ventaglio di scelte è davvero ampio. Dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti, la stanza della rabbia sta lentamente spopolando anche in Italia. (Leggi anche: Giovani e lavoro: come si colloca l’Italia nel contesto Europeo?) Legnano, Forlì e Bologna: per adesso sono queste le città che hanno abbracciato il progetto.

Stanza della rabbia: come funziona?

La “rage room” è una sala attrezzata e insonorizzata, all’interno della quale vengono sistemati una serie di oggetti (il numero varia a seconda del pacchetto scelto) da poter distruggere. Inoltre, è possibile anche portare oggetti propri, che devono, però, prima essere valutati e approvati dai coordinatori del progetto.

Il tutto, ovviamente, utilizzando apposite protezioni come caschetti, maschere, tute e guanti. La durata della sessione è di circa 15 minuti, durante i quali è possibile scegliere anche la colonna sonora che accompagnerà il vostro sfogo personale. L’accesso alla stanza è concesso fino ad un massimo di due persone contemporaneamente, per tanto è possibile portare un amico o un familiare con il quale poter condividere quest’esperienza.

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Stanza della rabbia: alcune informazioni e curiosità

rabbiaA seconda del “livello” della vostra rabbia, le opzioni proposte sono tre:

  • Basic: 20 oggetti generici (bicchieri, piatti, bottiglie), 1 oggetto di medie dimensioni (televisioni, vasi) e un piede di porco
  • Premium: 30 oggetti generici (bicchieri, piatti, bottiglie), 2 oggetti di medie dimensioni (televisioni, vasi) e un piede di porco
  • Deluxe: 40 oggetti generici (bicchieri, piatti, bottiglie), 3 oggetti di medie dimensioni (televisioni, vasi) e un piede di porco

In aggiunta, oltre al solito piede di porco, i clienti potranno optare anche per altre “armi”: mazze da baseball, ferri da golf e tondini di ferro; c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Ma da dove arriva tutto il materiale da distruggere? Si tratta di un accordo: chi svuota le cantine o si occupa dei traslochi, con il consenso dei proprietari, fornisce tutti gli oggetti ormai vecchi.

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