Stefania Craxi alla presidenza della Commissione esteri, complimenti e critiche. Ma Conte tuona

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stefania craxi

Torna ai vertici delle istituzioni il cognome Craxi. Uno dei cognomi più “pesanti” e importanti della storia repubblicana torna con un ruolo di primo piano. In Senato, infatti, la commissione permanente esteri passa dalla presidenza pentastellata a quella di Stefania Craxi. La notizia sta impazzando sul web ed è sotto la lente d’ingrandimento della politica. 

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Stefania Craxi: un’eredità “pesante” 

Celebrities, stefania craxiLa milanese Stefania Craxi è figlia del noto leader socialista e statista Bettino Craxi. Un’eredità politica che ha sempre rivendicato, pur stando in area politica liberal-popolare. Un’eredità senza dubbio pesante. La stessa Stefania ha spesso ricordato che la sera, a tavola in famiglia, con loro sedeva a cena la politica.  

Una politica, quella di Craxi, caratterizzata da posizioni importanti. L’anticomunismo a braccetto con l’anticapitalismo, il patriottismo internazionalista ed europeista sono alcuni dei “lasciti politici” del leader socialista. L’internazionalismo, soprattutto, era concreto e palpabile.

Da segretario del PSI, soprattutto, rafforzò i rapporti con l’internazionale socialista e fu uno dei padri nobili del cosiddetto socialismo mediterraneo. Una nuova rete internazionale, soprattutto, per l’Italia: la ripresa severa dei rapporti con il nord Africa, un rapporto di forza e rispetto con gli Usa e l’Urss. Celebre il “braccio di ferro” al consiglio europeo di Milano con la Thatcher, gioco di forza che portò all’inizio del procedimento che porterà alla nuova integrazione europea. Pur non senza critiche da parte di Craxi stesso, per alcune direzioni. 

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Stefania Craxi: una tradizione “di famiglia” 

Camera grillo, stefania craxi
Foto da Facebook Camera dei deputati

L’internazionalismo, però, non è solo quello di Bettino. Dalla morte del gigante del socialismo europeo, il cognome Craxi è tornato più volte protagonista nella politica italiana. 

Bobo Craxi fu palpabile riportò i socialisti in Parlamento nel 2006, e ottenne il sottosegretariato al ministero degli esteri. Sotto il secondo governo Prodi, il cognome Craxi tornò, con Bobo, protagonista e determinante.  

Di Craxi in Craxi, lo stesso ruolo fu assunto due anni più tardi proprio dalla sorella Stefania. Dal 2008 al 2011 è lei sottosegretario al Ministero degli affari esteri, durante il quarto governo Berlusconi. I cinque anni “craxiani” al ministero degli affari esteri sono stati tempestati da problemi internazionali, ma con l’Italia ancora protagonista.  

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Stefania Craxi: la presidenza della commissione 

Conte servizi segreti, stefania craxi
Dalla pagina Facebook del Senato della Repubblica Italiana

Ed è a distanza di undici anni che un Craxi torna in un ruolo politico-istituzionale direttivo. Proprio oggi, Stefania Craxi succede a Vito Petrocelli alla presidenza della terza commissione permanente del Senato. Ma, esattamente, perché?  

Il pentastellato Petrocelli ha destato scandalo più volte negli ultimi mesi. Soprattutto durante la fase delicatissima del conflitto russo-ucraino. L’ex presidente di commissione in quota 5 Stelle, infatti, ha più volte dimostrato le sue inclinazioni filo-russe, diventando un problema politico e istituzionale durante la festa della liberazione. I ripetuti occhiolini alla propaganda nazionalista putiniana, e l’uso della “Z” che ne è simbolo, sono stati l’ultima goccia, e i membri della commissione hanno preso provvedimenti.

Il 10 maggio la commissione esteri viene sciolta dalla giunta per il regolamento. Oggi, con 12 voti su 22 votanti, Stefania Craxi è stata eletta alla presidenza della commissione. Sul web molte sono le congratulazioni da destra a sinistra. Particolare è il messaggio lanciato dal fratello Bobo sui social, che scrive: ”Una X sostituisce una Z”.  Non mancano però le critiche, soprattutto dal Movimento 5 Stelle. Conte tuona contro il voto, libero e democratico, in commissione, lasciando presagire una potenziale crisi di maggioranza. “Di fatto si è formata una nuova maggioranza, da Fratelli d’Italia a Italia Viva” tuona il leader, sconfitto. Invoca l’intervento del Presidente del Consiglio Draghi. Per il pugliese, spetta ora a Draghi valutare se e come “tenere in piedi la maggioranza di governo”.

Insomma, complimenti e critiche per l’elezione. Con alcuni che tirano la giacchetta all’organo esecutivo per le scelte dell’organo legislativo.

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