Studentessa con leucemia chiede DaD senza video, il preside la umilia

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Studentessa leucemia DaD. Alla ragazza 17enne è stato chiesto dal dirigente scolastico di non tenere la videocamera spenta, nonostante conoscesse la situazione. Al rifiuto la ragazza è stata esortata ad abbandonare la lezione. La famiglia presenta un esposto al Ministero e alla dirigenza scolastica regionale.

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Studentessa leucemia DaD: obbligo telecamera accesa in presenza

studente didattica a distanza computer pc donna ragazza lavoro concorso coprifuoco lazioUna giovane studentessa di 17 anni ha scoperto di essere affetta da leucemia. La 17enne in seguito alla chemioterapia ha voluto frequentare le lezioni a scuola ma in didattica a distanza. Lei è iscritta al quarto anno di un istituto superiore di Ottaviano e ha chiesto di tenere la telecamera spenta. Durante una lezione però alla ragazza è stata richiesta l’accensione della telecamera. Al suo rifiuto è stata obbligata ad uscire ed è stata considerata assente. I familiari della ragazza hanno fatto un esposto al Ministero dell’Istruzione e alla direzione scolastica della regione Campania. L’avvocato Maria Spina, che segue la vicenda, ha detto che il dirigente scolastico è intervenuto per controllare il comportamento degli studenti in Dad. Il dirigente, nonostante conoscesse la situazione della ragazza, le ha chiesto di uscire perché le regole stabiliscono che la telecamera deve essere accesa.

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Studentessa leucemia DaD: esposto al Ministero dell’Istruzione

scuola ponte morandiIl sindaco di Ottaviano Luca Capasso, venuto a conoscenza di questa vicenda, ha sostenuto che è rappresenta una gravità inconcepibile. Tale vicenda è avvenuta lo scorso 23 febbraio ed è stato reso noto solo da poco in seguito all’esposto dell’avvocato. Il dirigente scolastico ha sostenuto che la legge è uguale per tutti e chi ha la videocamera spenta risulta assente. Il dirigente scolastico ha riferito che lui non può sapere se la ragazza è al bar o a casa. Secondo ciò che ha riferito l’avvocato il dirigente scolastico avrebbe dovuto avere il dovere di sostenere la ragazza in questa difficile condizione.  Però all’esposto presentato dall’avvocato Maria Spina al Ministero dell’Istruzione e alla direzione scolastica non è pervenuta risposta. Pertanto, la famiglia ha voluto rendere pubblica la vicenda e confidare adesso in una risposta.

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