Stupra una 20enne ma viene assolto. Giudice difende violentatore: “Il ‘no’ della ragazza non è stato colto”

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Una studentessa bolognese è stata stuprata e il suo violentatore è stato assolto per non aver sentito bene il “no” della giovane. Davanti agli inquirenti, la giovane donna ha descritto perfettamente l’accaduto. Eppure, sembra non essere bastato. Il giudice ha dichiarato, infatti, che la ragazza fosse semplicemente in uno stato confusionario. Il 29enne di Castel Bolognese è stato così salvato da ogni tipo di accusa.

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Stupro ventenne assolto: prima l’ha fatta ubriacare e poi ha abusato

Stupro ventenne assoltoStupro ventenne assolto – I fatti di questa vicenda risalgono al 13 novembre 2018. Protagonisti della storia sono una giovane studentessa ventenne di Bologna e un 29enne di Castel Bolognese, in provincia di Ravenna. L’uomo lavorava per un’agenzia che si occupa del reclutamento di ragazze immagine per i locali romagnoli.  È stato, in prima istanza, accusato di violenza sessuale e lesioni aggravate nei confronti della giovane donna.

Dinnanzi agli inquirenti, la studentessa ha elencato tutti i dettagli dell’abuso in modo preciso. Stando al racconto, il 29enne l’avrebbe prima fatta ubriacare e poi abusata. Il 29enne, dal canto suo, pur avendo ammesso di averci provato, ha negato qualsiasi forma di abuso o di violenza. E dopo aver analizzato tutti fatti e le dichiarazioni, il giudice sarebbe arrivato ad una conclusione inaspettata.

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Stupro ventenne assolto: “La giovane era confusa

Stupro ventenne assoltoStupro ventenne assolto – La serata tra la studentessa e il 29enne sarebbe iniziata con “un’adesione al rapporto intimo del bacio”. In questo modo, sarebbe risultato difficile comprendere se l’intenzione della ragazza sia diventata “vaga ritrosia o diniego esplicito”. Ciò significa che l’uomo potrebbe non essere stato in grado di cogliere la reazione contraria della ragazza che stava baciando. Il GUP del Tribunale di Ravenna ha poi aggiunto, parlando dell’accusato, che la sua “insistenza, forse anche colposamente eccessiva, non era mai trasmodata in violenza”. Ma non solo.

Secondo il giudice, la studentessa “era in difficoltà emotiva, non etilica. È possibile che fosse confusa per via di una situazione inattesa, con pochi mezzi per fronteggiarla. Come spesso accade in età molto giovane”. In questo modo, con il suo racconto agli inquirenti, “in una certa misura, potrebbe dovere essere depurato dal portato emotivo”.

Ed è così che il GUP del Tribunale di Ravenna sarebbe arrivato alla conclusione del tutto inaspettata. “È possibile pensare che un diniego sussurrato da una giovane che faceva di tutto per sembrare tranquilla, potrebbe non essere stato colto come effettiva barriera a un rapporto sessuale consenziente”.

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