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Sung Soo Yune, da Nervous ai prossimi progetti: l’incontro al Tubi FrightFest2026

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Foto di G.N.

In occasione della Première mondiale di Nervous, KoreaME ha incontrato Sung Soo Yune, protagonista maschile del nuovo psychological horror. Il film, diretto da Abner Pastoll, ha aperto ufficialmente il Tubi FrightFest 2026 di Londra. Girato interamente in Corea del Sud, Nervous vede Sarah Bolger protagonista, affiancata da Ko Ah Sung e Sung Soo Yune. Abbiamo incontrato l’attore coreano sul media wall dell’ODEON Luxe Leicester Square, poco prima della proiezione. Con lui abbiamo parlato del suo personaggio, delle sfide affrontate sul set e del rapporto di fiducia con il regista.

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Nervous: quando non riuscire a comunicare diventa un incubo

Al centro di Nervous troviamo Sarah e suo marito Sung Soo, una coppia alle prese con un matrimonio in crisi. I due si trasferiscono nella campagna coreana, sperando che una nuova vita possa aiutarli a salvare il loro rapporto. Nella nuova casa, però, trovano un misterioso disco in vinile apparentemente silenzioso. Dopo averlo ascoltato, Sarah comincia inspiegabilmente a non riuscire più a sentire le voci degli uomini, compresa quella del marito. L’incomunicabilità, già presente nel loro rapporto, diventa così letterale. Sarah si isola progressivamente e si avvicina alla misteriosa vicina Eunbyeol, interpretata da Ko Ah Sung. Intanto, paranoia e allucinazioni rendono sempre più sottile il confine tra realtà e percezione.

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Foto di GN.

Sung Soo Yune: «La cosa più difficile è non essere capiti»

Non essere ascoltati o non essere compresi: cosa può ferire maggiormente qualcuno che sta cercando di salvare la propria relazione? Per l’attore coreano la risposta è chiara. «Penso che non essere ascoltati sia qualcosa con cui si possa convivere. Ma Sung Soo ama davvero Sarah e, proprio perché la ama così tanto, vuole che lei lo comprenda e accetti ciò che sta cercando di dirle». Il problema, però, va oltre l’impossibilità fisica di Sarah di sentire la sua voce. «È come se Sarah stesse costruendo un muro tra loro. Penso che questa sia la cosa più difficile per lui». Una risposta che riporta Nervous a uno dei suoi elementi centrali: dietro l’orrore e il mistero si nasconde anche la storia di due persone che, pur amandosi, non riescono più a raggiungersi.

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La fiducia in Abner Pastoll dietro la scelta di Nervous

A convincere l’attore Sung Soo Yune a prendere parte al progetto non è stata, però, soltanto la storia. Alla domanda su cosa lo avesse attirato per primo verso Nervous, l’attore non ha dubbi: Abner Pastoll. «La ragione principale è stata Abner. Ha scritto il film e avere la possibilità di lavorare con lui era molto importante per me», ci racconta. Alla base della scelta c’era soprattutto un rapporto di fiducia: «Mi fido di lui e avevo sempre desiderato realizzare un lungometraggio insieme. Quando si è presentata questa opportunità, volevo davvero farne parte». Un rapporto che assume ancora più significato considerando che Pastoll ha raccontato di aver scritto il personaggio di Sung Soo pensando proprio a lui, con il quale desiderava da tempo lavorare a un lungometraggio.

Recitare tra coreano e inglese

Nervous è una storia che si muove continuamente tra lingue e culture differenti. Una caratteristica che si è trasformata anche in una delle principali sfide affrontate da Sung Soo Yune durante le riprese. «Penso che lavorare contemporaneamente in due lingue sia stata probabilmente la parte più difficile», spiega. «Era passato parecchio tempo dall’ultima volta che avevo lavorato con dialoghi in inglese, quindi per me è stata sicuramente una sfida». Una difficoltà che l’attore guarda comunque con positività: «È stata anche una bella esperienza». La dimensione bilingue non rappresenta quindi soltanto una caratteristica produttiva del film. In una storia costruita proprio intorno alla comunicazione — e alla sua progressiva perdita — il continuo passaggio tra inglese e coreano contribuisce inevitabilmente anche all’identità di Nervous.

Nervous
Foto IG account @Nervousmovie

Cosa fa davvero paura in Nervous?

Isolamento, allucinazioni, percezione e incomunicabilità attraversano tutto il film, ma per Sung Soo Yune l’aspetto più inquietante di Nervous non risiede necessariamente nel soprannaturale. «Vediamo Sarah isolarsi e avere queste allucinazioni. Per me, la cosa spaventosa è ciò che può accadere quando una persona viene ferita profondamente». È la possibile conseguenza di quel dolore a inquietarlo maggiormente: «Quel dolore può diventare così potente da portarti a fare del male a te stesso o persino a qualcun altro. Penso che questo sia piuttosto spaventoso». Una lettura che sposta ancora una volta l’attenzione dall’horror più immediato alla dimensione psicologica del film, dove la vera minaccia può nascere proprio dalle emozioni dei suoi protagonisti.

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«Fiducia, amore e sospetto»

Durante il media wall della première avevamo chiesto a Sungsoo Yune di descrivere Nervous attraverso sole tre parole. La sua prima scelta era stata “trust, love and suspicion” — fiducia, amore e sospetto. Dopo aver visto il film, gli abbiamo chiesto se avrebbe mantenuto la stessa risposta. «Dopo aver visto il film penso che aggiungerei anche tensione. Quindi forse: fiducia, amore e tensione», ci ha raccontato, salvo poi tornare sulla scelta originale. «Ma continuo a preferire fiducia, amore e sospetto, perché queste tre parole descrivono davvero le relazioni presenti nel film». Ed effettivamente sono proprio fiducia, amore e sospetto a sintetizzare quella tensione emotiva che accompagna Sarah e Sungsoo nel corso della storia.

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Al Tubi FrightFest2026 si parla anche di paura

Ma eravamo pur sempre al FrightFest, uno dei principali appuntamenti londinesi dedicati al cinema horror e di genere. Impossibile, quindi, non chiedere all’attore Sung Soo Yune quale film horror lo abbia realmente spaventato. L’attore non indica un titolo preciso, ma un intero sottogenere. «Non me ne viene immediatamente in mente uno, ma in Corea abbiamo parecchi film horror che parlano di possessione. Trovo quel genere di film davvero spaventoso». C’è però una piccola contraddizione che Yune ammette sorridendo: «Allo stesso tempo, mi piace davvero guardarli!». Paura e curiosità, quindi, sembrano andare perfettamente d’accordo. Dopotutto, è difficile immaginare una risposta più adatta per una conversazione nata proprio durante il Tubi FrightFest 2026.

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Dove rivedremo Sung Soo Yune?

Nervous rappresenta per Sung Soo Yune anche l’esperienza di lavorare all’interno di un progetto dalla forte dimensione internazionale. Guardando al futuro, però, il suo percorso continuerà parallelamente anche in Corea. «Penso che potrete vedermi di tanto in tanto nei drama televisivi coreani», ci anticipa parlando dei suoi prossimi progetti. Lo sguardo resta però rivolto anche oltre i confini nazionali: «Spero di avere altre opportunità di lavorare a progetti internazionali come Nervous». Ed è proprio con questo desiderio che lasciamo Sung Soo Yune dopo il nostro incontro al Tubi FrightFest2026: continuare a muoversi tra produzioni coreane e nuove esperienze internazionali, portando con sé quella stessa curiosità che lo ha condotto fino a Nervous.