Tagli Superbonus 110, rischia proroga 2023. Confindustria: “Grave errore”

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Superbonus 110 tagli possibili in vista, che potrebbero limitare i beneficiari dell’incentivo economico. Si parla anche dello stop alla proroga fino al 2023. Una possibilità a cui Confindustria si è opposta in maniera decisa. “La proroga è necessaria, tanto più che il Superbonus è partito in ritardo viste le complessità amministrative.”

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Superbonus 110 tagli dei fondi e proroga 

agenzia delle entrate circolare decreto ristori Inps Regione Campania reddito di emergenza, bonus donne disoccupate 2021, bonus affitti contributo fondo perduto, superbonus 110 tagli Il Superbonus è un incentivo economico in relazione al campo dei lavori energetici e dell’ambito antisismico. Attuato lo scorso anno prevede una detrazione del 110% sulle spese legati ai campi sopracitati. Uno sconto fiscale che secondo le direttive poste nel Dl Rilancio, farebbero riferimento alle spese attuate dal il 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022. Un incentivo economico di cui era stata promessa una proroga fino all’anno 2023. Tuttavia nella bozza del Recovery Plan che verrà discussa oggi in Consiglio dei Ministri si parla di tagli ai fondi. Gli stanziamenti sarebbero ridotti da 18 a 12 miliardi. Un taglio che non solo renderebbe impossibile la proroga del bonus fino al 2023, ma che dimezzerebbe inevitabilmente la cerchia dei possibili beneficiari. 

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Superbonus 110 tagli: le protesta di Confindustria 

Superbonus 2023 detrazione, superbonus 110 tagli Anche se si tratta ancora di una bozza in fase di discussione, è bastata questa per scatenare le prime proteste. In primis quelle di Emanuele Orsini, il Vicepresidente di Confindustria. “Sarebbe un gravissimo errore perché danneggerebbe il settore delle costruzioni, che è volano dell’economia ed è ad alta intensità di occupazione.” Questo stop repentino del Superbonus danneggerebbe inevitabilmente sia le famiglie che avevano in programma lavori nel campo energetico e antisismico, sia le aziende che avrebbero dovuto svolgerle. Come ha già infatti sottolineato la presidente della Commissione attività produttive della Camera, Martina Nardi. “Il 110% è un effetto virtuoso sia dal punto di vista ambientale sia da quello occupazionale. Tagliarlo sarebbe miope e manderebbe un messaggio poco chiaro a famiglie e imprese.”

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