Tampon tax: la rivoluzione gentile dell’università di Salerno

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Continua a tenere banco la tampon tax, la famosa tassazione sugli assorbenti, categorizzati come beni di lusso. L’IVA su un pacco di tamponi, assorbenti o coppette lavabili, resta al 22%. Una piccola rivoluzione è stata fatta all’Università degli Studi di Salerno, dove il Collettivo+ ha dato vita a una “rivoluzione gentile”, creando dei distributori di assorbenti, autogestiti dagli stessi studenti.

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Tampon tax: nuovo no dal Parlamento

tampon taxLa proposta di legge che prevede l’abbassamento dell’IVA su tamponi e assorbenti è stata nuovamente bocciata non più di un mese fa. La tassazione, dunque, è confermata al 22%.

La proposta del Partito Democratico, contenuta nel decreto della Semplificazione Fiscale, è stata rifiutata. Silvia Fregolent, deputata PD e componente della Commissione Finanze, ha ancora una volta denunciato l’accaduto. “È assurdo. Le donne sono costrette ogni mese a sostenere delle spese necessarie per gli assorbenti”. In Parlamento, la maggioranza si è espressa a sfavore dell’emendamento, tra le polemiche di numerose parlamentari di sinistra.

A essere chiamato in causa anche il deputato Francesco D’Uva, capogruppo 5 Stelle alla Camera, che si è trincerato dietro motivazioni ecologiche.
Non sapeva forse che la proposta riguardava anche le coppette lavabili?

Uno spiraglio di luce arriva però da un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Salerno, che si è mobilitato per trovare un’interessante soluzione al problema della tampon tax. Nei bagni dell’università sono stati posti infatti i distributori fai da te, dove ogni ragazza può prendere o inserire un assorbente.

Abbiamo intervistato un’esponente del Collettivo+, Rosaria D’Alessio.

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Collettivo+: chi sono e come nasce l’iniziativa

Ctampon taxiao Rosaria, ci spieghi come nasce “Collettivo+”?

“Siamo un gruppo di studenti dell’Università degli Studi di Salerno. Circa un anno fa ci siamo chiesti se fosse possibile provare a costruire un collettivo all’interno del campus, che portasse avanti rivendicazioni e tematiche LGBTQ+ e le questioni di genere. Abbiamo deciso di costruire questa associazione perché ritenevamo e riteniamo ancor oggi che sia fondamentale portare riflessione e confronto su questi temi fondamentali all’interno dell’università.”

Parliamo dei distributori di assorbenti. Come vi siete avvicinati a quest’iniziativa e come avete ottenuto il successo? Ricordiamo che siete stati fortemente seguiti.

“Questo è l’anno della tampon tax. Si è parlato molto di tassazione su assorbenti, tamponi, coppette mestruali e del fatto che questi ancor oggi non vengano considerati come beni di prima necessità. Questo è uno dei concetti che più ci ha fatto riflettere. Così abbiamo deciso di portare la questione tampon tax all’interno del campus. Abbiamo pensato che l’argomento “mestruazioni” sia ancora avvolto da un tabù.”

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Collettivo+ contro la tampon tax: la vittoria del buon senso

Come ha reagito l’università? 

“Proprio perché abbiamo pensato che intorno alla tematica vi sia un forte tabù, abbiamo ritenuto opportuno portarla all’interno dell’università. Nei luoghi di informazione e di istruzione, è necessario rompere questi tabù e gli stereotipi. Solo attraverso l’informazione e lo scambio di sapere si possono contrastare violenze e luoghi comuni. È stata un’azione ben accettata, anche perché in molte hanno contribuito ad aggiungere un assorbente.”

Vi siete ispirati a qualcosa o qualcuno per questo genere di iniziativa?

“Non siamo stati i primi a farlo in Italia. All’interno di altri campus, università e scuole, si è dato inizio a questo genere di iniziativa e noi abbiamo deciso di riproporre l’azione anche qui a Fisciano. La cosa che più ci ha sorpreso e rallegrato è che ci sono state numerose condivisioni e messaggi positivi.”

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