Tasse assurde: ecco le più strane in giro per il mondo

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Parafrasando un noto proverbio, due cose sono sempre sicure: la morte e le tasse. Riguardo le seconde, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa le definì “bellissime”, ma molti non sono dello stesso avviso. La storia dell’economia ci mostra come si è sopperito alle necessità erariali nel corso del tempo, non senza una fervida inventiva.

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Tasse all’epoca dei romani: l’origine della frase “pecunia non olet

tasseLe tasse sono difficilmente viste di buon occhio. Il passato ci consegna motivazioni decisamente bizzarre e curiose. Non possiamo ad esempio definire l’imperatore Romolo Augusto una persona dalle larghe vedute, dato che introdusse appositamente una tassa sui senatori che non avevano ancora contratto matrimonio (27 a.C. – 14 d.C.). La tassa serviva, oltre che a rimpinguare le casse, anche a preservare una certa visione di famiglia.

L’imperatore Vespasiano invece pensò a una tassa sull’urina, che veniva raccolta per “uso industriale”. Dall’urina, infatti, si estraeva l’ammoniaca che serviva per sbiancare le toghe. Insieme alla cenere, infatti, era come un’antica lavatrice per il vestiario romano. Fu questo il motivo della frase latina “pecunia non olet” (i soldi non puzzano) e dei bagni pubblici conosciuti come vespasiani.

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Tasse: Medioevo, Spagna, Inghilterra e Russia

tasseNon solo in epoca romana ci si è sbizzarriti con tasse estremamente curiose. Durante il Medioevo i feudatari e l’alta casta avevano una fantasia tale da generare tasse per:

  • Tagliare l’erba;
  • Attingere alle fonti d’acqua;
  • Attraversare i ponti.

La tassa che riscuoteva maggior successo era denominata focatico, ovvero una tassa sui focolari domestici. All’epoca, soprattutto contadini e artigiani erano soliti accendere il fuoco per lavorare o semplicemente cuocere i pasti.

In Spagna all’epoca del re Alfonso XI si tassavano le vedove che avevano intenzione di risposarsi entro un anno dalla morte del coniuge. In Inghilterra a piangere per le tasse furono gli aristocratici, quando il primo ministro inglese William Pitt, nel 1795, impose la tassa sulla polvere per parrucche. Sempre in tema di look, lo zar russo Pietro Il Grande tassò tutti gli ufficiali e i dipendenti di corte che portavano la barba.

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In Italia tra passato e futuro: dalla tassa sui cani a quella sui morti

tasseTornando in Italia, in epoca repubblicana possiamo annoverare una tassa sui nostri amici a quattro zampe. L’imposta regionale sui cani fu il regio decreto n. 1393 del 1918, obbligatorio nel 1931 e fortunatamente abrogato nel 1991.

Attualmente, anche se pochi comuni adottano tale provvedimento, esiste anche la tassa sull’ombra. Questa grava su qualsiasi locale commerciale la cui tenda proietti ombra sul marciapiede, considerato quest’ultimo suolo pubblico.

Da considerare anche la tassa sui morti, dopo la comunicazione all’ufficiale sanitario dell’ASL. Il certificato di constatazione di decesso è a pagamento. Se invece si sceglie la cremazione si deve pagare una tassa più le relative imposte di bollo.

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