Tasse, arriva il “novembre nero”: erario pronto a incassare 55 miliardi

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Novembre 2019 sarà ricordato come un mese “nero” per tutta l’Italia. Non ci stiamo riferendo alle temperature o alle precipitazioni che si stanno abbattendo attualmente sulla penisola, ma alle tasse. Gli italiani saranno prossimi a versare all’erario una cifra che si aggira intorno ai 55 miliardi di euro.

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Novembre costa caro: 55 miliardi per i contribuenti italiani

tasseI 55 miliardi rappresentato una somma record e sono il risultato di calcoli effettuati dalla CGIA (Confederazione Generale Italiana degli Artigiani) di Mestre. I conti si evincono attraverso la somma dei tributi i cui pagamenti scadranno in questo penultimo mese dell’anno. Si considerano le ritenute dei lavoratori dipendenti, autonomi e di collaboratori, l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), l’IRES (Imposta sul Reddito delle Società), l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) e le addizionali IRPEF. Il risultato è che i contribuenti italiani sborseranno una maxi cifra.

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La stima economica precisa: IVA, IRPEF, IRES E IRAP saranno una “stangata”

tasseLa stima effettuata degli uffici mestrini attinge agli andamenti del gettito di questi ultimi anni. In particolare, nell’intero 2018 si superarono i 500 miliardi di euro complessivi. Sempre nel 2018 solamente Francia, Belgio, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia hanno pagato mediamente più tasse di noi nell’Unione Europea. Questo “novembre nero” per gli italiani è rappresentato dall’imposta più onerosa, l’IVA. L’incasso previsto dall’erario è di 15 miliardi. A seguire troviamo l’IRES in capo alle società di capitali, con il loro anticipo al fisco di 13,3 miliardi.

Per lavoro dipendente e collaborazioni, tramite i datori di lavoro gli italiani contribuiranno per circa 12 miliardi di euro. A pari merito l’acconto IRPEF e IRAP: la prima costerà a imprese e percettori di lavoro 6,2 miliardi, la seconda 6,1 miliardi. L’addizionale regionale sul reddito delle persone fisiche garantirà un ulteriore miliardo di euro. Tra i 900 e 950 milioni di euro sarà l’importo per le ritenute dei lavoratori autonomi.

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Le tasse di novembre: complicazioni alle imprese in attesa dei contributi previdenziali
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Le addizionali per i contribuenti non sono terminate. Quelle comunali permetteranno alle varie giunte di incamerare nelle loro casse circa 415 milioni di euro. Al computo mancano ancora le ritenute di bonifici riguardanti detrazioni IRPEF che porteranno in dote all’erario 190 milioni. Ancora, nell’analisi mancano i contributi previdenziali, che saranno versati lunedì 18 novembre, dato lo slittamento per il weekend (il 16 novembre è sabato).

Chi ha coordinato e redatto tale studio evidenzia che una buona percentuale delle imposte da affrontare questo mese sono materialmente delle “partite di giro”. La differenza, che si traduce da un punto di vista puramente contabile, e che riguarderà ad esempio l’Iva o le ritenute per i dipendenti, sarà comunque vista dagli imprenditori come una “spada di Damocle”.

Infatti, le difficoltà colpiranno principalmente gli imprenditori, in particolare quelli che gestiscono delle piccole realtà aziendali. Onorare tali scadenze produrrà non pochi turbamenti alle imprese italiane. L’economia italiana, infatti, in questi ultimi mesi arranca e ciò ha prolungato le tempistiche di pagamento (come nei rapporti commerciali fra aziende private). Tali oneri, secondo lo studio, provocheranno squilibri finanziari, dato che molte imprese sono a corto di liquidità e abbastanza sottocapitalizzate.

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