Tazza Franzoni polemica per la scritta “ironica” che fa riferimento alla mamma che a Cogne aveva ucciso il figlio spaccandogli la testa con il mestolo. La foto della tazza è diventata virale scatenando la polemica.
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Tazza Franzoni: la foto del negozio Piattini Davanguardia
Si tratta di un negozio di artigianato barese che confezioni piatti, tazze e utensili con didascalie scritte a mano principalmente ironiche. Tra queste la loro ultima creazione per la festa della mamma ha generato enormi polemiche sui social. Si tratta di una tazza con la scritta “Un po’ la Franzoni la capisco”. La didascalia fa riferimento ai fatti di cronaca in riferimento al delitto di Cogne. Si tratta dell’omicidio commesso da una donna che ha fracassato la testa del figlioletto con un mestolo uccidendolo. La foto della tazza è diventata subito virale e il negozio è stato coperto di critiche per un’allusione che non è stata per nulla interpretata come ironica o appropriata per la festa della mamma.
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Tazza Franzoni: la risposta del negozio dopo le critiche
Il negozio dopo gli innumerevoli commenti negativi sotto i loro post. “Qui nessuno sta scherzando su una tragedia, tanto meno sta facendo ironia. Si tratta di una riflessione, punto (…) Avere una crisi d’ira nei confronti di un figlio è lecito così come tante mamme si sono trovate nella situazione di aver pensato “io lo uccido”. Noi “un po’” la Franzoni la capiamo ma non giustifichiamo quello che ha fatto. Qui nessuno vuole incitare nessuno a uccidere esseri umani. Amen”. Un post di scuse che qualcuno ha definito peggiore della didascalia sulla tazza.
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Tazza Franzoni: i commenti sul web
I commenti dopo il loro post di scuse sono aumentati. In molti hanno definito come “la toppa peggio del buco”. Altri hanno consigliato che se avessero messo il nome di Medea al posto di un personaggio reale la polemica non sarebbe mai scoppiata. Tra i migliaia di commenti, il profilo del negozio ha risposto solo ad uno prima di tornare nel silenzio stampa. “Nessuno sta semplificando la situazione, si tratta semplicemente di un pensiero condivisibile o meno. Nessuno vi costringe a condividerlo”.
































