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Teatro Cilea: un cartellone che racconta Napoli (e non solo)
La stagione 2025/2026 del Cilea si snoda attraverso undici titoli che esplorano tutte le sfumature dell’animo umano: dall’ironia graffiante alla malinconia poetica, dalla satira sociale all’intrattenimento puro. Protagonisti assoluti sono alcuni dei più grandi interpreti della scena italiana, molti dei quali legati a doppio filo alla città, pronti a regalare al pubblico momenti indimenticabili.Ti consigliamo come approfondimento – Carnevali 2025 Campania
Teatro Cilea, presentata la nuova stagione. Le nostre interviste ai protagonisti
Ai nostri microfoni, alcune delle voci della conferenza stampa. Partiamo da Lello Arena, il direttore artistico del Teatro Cilea.
“Partiamo dai grandi numeri dell’anno scorso, che hanno visto un incremento significativo in tutte le voci. Quest’anno, però, siamo convinti di aver fatto una programmazione ancora migliore. Ovviamente sarà il tempo a dirci se avremo avuto ragione o meno.”
Grazie per essere intervenuto ai nostri microfoni, Lello Arena. Come cambia la comicità da una parte all’altra del palco, ora che sei direttore artistico?
In fondo non cambia molto. Cambia che devi essere capace di chiamare sul palco persone che sappiano far ridere e che sappiano portare il pubblico a teatro. E non bisogna avere paura del politicamente corretto: io nella mia carriera non mi sono mai spaventato se il bersaglio era molto alto o molto pericoloso. Finché possiamo parlare e far ridere la gente, c’è speranza.
Dopo Lello Arena, la più giovane del gruppo, Giovanna Sannino, che farà parte dei Promessi Suoceri con Paolo Caiazzo. Oltre ai progetti teatrali, sei anche protagonista sul piccolo e grande schermo. Quali sono le novità in questo senso?
Adesso inizio a girare la sesta stagione di Mare Fuori. Purtroppo non so ancora niente, quindi non ti posso dare neanche mezza anticipazione (ride ndr). Invece a gennaio uscirà il mio primo film da protagonista. Si chiama “Carmen è partita”, un film molto intimo, molto distante da me. La regia è di Domenico Fortunato ed è una produzione Rai Cinema e Altre Storie.
Infine chiudiamo le nostre interviste con Ciro Ceruti. Col tuo spettacolo hai promesso di sfidare il “politicamente corretto”. Ma cos’è per te il “politicamente corretto”?
In realtà io credo che ultimamente si stia esagerando. Siamo arrivati addirittura a bandire le favole, che sono delle metafore censurate da chi quelle metafore non le ha capite.

































