Giornali gratis su Telegram e WhatsApp: editori sul piede di guerra

0
331
Telegram giornali

In questi giorni sta tenendo banco una questione piuttosto delicata: la circolazione, su Telegram e WhatsApp, di immagini e video rubati da profili privati e condivisi dagli utenti delle app. Tra le vittime, tutte ignare, anche molte minorenni. Ma pare che le grane per le famose piattaforme di messaggistica istantanea non siano finite. Oltre alla condivisione illegale di materiale pornografico su Telegram, recentemente si è scoperta la diffusione illecita di alcune testate giornalistiche sulla stessa piattaforma e su WhatsApp. La denuncia arriva dalla Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG). In una condizione di emergenza sanitaria come quella che stiamo attraversando, con l’incremento di queste azioni di pirateria, il settore della stampa rischia definitivamente il collasso.

Ti consigliamo come approfondimento – “Stiamo venendo a prendervi”: Anonymous minaccia i pedofili in rete

La richiesta degli editori contro WhatsApp e Telegram

giornali telegramGli editori si sono rivolti all’AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), chiedendo un provvedimento immediato contro WhatsApp e Telegram. L’accusa è quella di pirateria digitale. Sarebbero 10 i canali, scoperti dalla FIEG, dedicati alla distribuzione illegale di giornali, in forma digitale e gratuita. I dati mostrano che il fenomeno di pirateria ha registrato un sostanziale incremento a partire da marzo 2020. Da quando cioè è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria. Da gennaio ad aprile, si è registrato un aumento dell’88,4% del numero di testate diffuse illecitamente sui gruppi di messaggistica. I numeri ci dicono che a gennaio si registravano 77 testate, mentre nel mese di aprile se ne contano ben 163. Adesso gli editori chiedono a gran voce che le piattaforme di messaggistica vengano sospese.

Un intero settore a rischio

Telegram giornaliCon l’emergenza Coronavirus, l’uso dei media è aumentato. I social sono il mezzo più immediato attraverso cui diffondere le notizie. Soprattutto in periodo di quarantena.
Quindi crescono gli utenti dei social, aumentano le notizie (non tutte verificate) e cresce anche la pirateria. Le perdite dovute a questo fenomeno sarebbero colossali. La FIEG ha provato a fare una stima e ammonterebbero, secondo alcune ipotesi, a circa 670.000 euro al giorno, ovvero 250 milioni di euro all’anno. I danni riguarderebbero tutti i lavoratori della filiera editoriale: editori, giornalisti, poligrafici ed edicolanti.

Attraverso un comunicato, gli editori chiedono: Un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram (alla data del comunicato, non si era ancora scoperto l’ulteriore coinvolgimento di WhatsApp ndr) sulla base dell’incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto”. 

Ti consigliamo come approfondimento – Revenge porn: adesso è reato. La Camera approva l’emendamento 

Telegram e WhatsApp: la riposta degli utenti

Telegram giornaliSu Telegram e WhatsApp, però, sono anche presenti canali ufficiali di importanti istituzioni, come il Ministero della Salute. Per questa ragione gli utenti dell’app ritengono esagerata la richiesta di sospensione avanzata dagli editori. La soluzione avvallata dagli utenti è quella di richiedere un intervento mirato per rimuovere quei canali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here