Test di medicina addio: arriva la proposta di legge

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Al vaglio della Commissione Cultura e Istruzione alla Camera, la proposta di abolizione del test d’ingresso per le facoltà di medicina. Gli obiettivi della proposta sono:

  • Eliminare definitivamente il numero chiuso per l’accesso ai corsi universitari;
  • Evitare i numerosi ricorsi che i non idonei avanzano al Tar.

La normativa, che potrebbe entrare in vigore già dal 2020, prevede molte novità.

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Addio al test, cosa prevede la proposta di legge:

riscatto laurea testLa proposta di legge, di cui è relatore Manuel Tuzi, deputato del Movimento 5 Stelle, si ispira al modello già in uso in Francia. I nostri cugini francesi, hanno sviluppato un programma di orientamento per gli studenti del terzo anno delle superiori. Mediante corsi online, con tanto di prova di autovalutazione, i giovani aspiranti possono acquisire la consapevolezza delle proprie capacità in merito. Così lo studente capisce se la facoltà di medicina è la sua strada. Spiega Tuzi: “i corsi online saranno pubblici e gratuiti e andranno a contrastare la spesa onerosa a carico delle famiglie. Un costo che arriva anche a cinquemila euro tra corsi privati a pagamento e libri di testo di preparazione al test. Si tratta di una speculazione inaccettabile“.

Il corso ha la durata di 100 ore con ottenimento di un attestato di partecipazione grazie a dei moduli di autovalutazione. In seguito, lo studente accede al primo anno di medicina: un anno di teoria, così da evitare il sovraffollamento dei laboratori e i disagi conseguenti. Queste lezioni teoriche saranno tutte dell’area medica. A fine corso, ci sarà un ulteriore test per l’accesso al secondo anno.

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Abolito il test d’ingresso, la selezione è al secondo anno

test medicina san giorgio leucemia integratoriRicapitolando: le lezioni del primo anno saranno uguali per tutti gli indirizzi della facoltà, mentre la vera selezione avviene al secondo anno. Infatti, l’esame di fine corso assegna un numero minimo di crediti. Questo test, denominato “a soglia”, posiziona lo studente in una graduatoria:

  • Chiunque abbia ottenuto un voto minimo entra sicuramente in una delle facoltà del ramo medicina;
  • Il primo classificato accede alla facoltà indicata come prima scelta.
  • Man mano che si esauriscono i posti, i candidati vengono scalati alle altre facoltà selezionate.

Altre novità tocca le specializzazioni. “Prevediamo due o tre test di accesso all’anno” ha sottolineato Tuzi. Un’ottima notizia dato che attualmente vi è un’unica data annuale, il che provoca lunghe attese e affollamenti di adesioni. In definitiva, l’università mantiene la regia della formazione che si migliora coinvolgendo gli ospedali del territorio in grado di mantenere gli standard qualitativi. Inoltre, gli ultimi due anni della specializzazione diventano ibridi:

  • Gli specializzandi avranno contratti di formazione e lavoro a carico delle Regioni;
  • Saranno garantiti i diritti e tutele per il lavoro degli specializzandi, sempre sotto la supervisione del tutor;
  • I fondi risparmiati dal Ministero andranno a finanziare nuove e ulteriori borse.
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Test: ancora pochi mesi prima dell’addio

concorso operatori giudiziariLa proposta, allo studio della Commissione cultura e istruzione alla Camera, approderà nell’aula di Montecitorio per la sua discussione tra gennaio e marzo. Un’attesa lunga per chi ha già iniziato a prepararsi per il test d’ingresso. Si pensi che solo lo scorso settembre ci sono stati più di 60 mila candidati. Un numero elevato rispetto alla disponibilità di appena 11.658 posti a disposizione.

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