Test sierologici, si parte in tutta Italia. Ecco come funzioneranno i controlli

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Per capirne di più sul Coronavirus da lunedì 4 maggio – inizio della famosa fase 2 – partiranno i test sierologici per 150.000 italiani. La ricerca attraverso gli anticorpi svelerà quanti sono realmente entrati in contatto con il virus durante questi mesi. Il passaggio è fondamentale per decidere le future sorti dell’Italia, ormai “chiusa” da ben due mesi. Ma cosa sono realmente i test sierologici? Cosa cambia rispetto ai classici tamponi e come verranno effettuati? Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

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Coronavirus, tutti i dettagli sui test sierologici

Coronavirus test sierologiciI test sierologici per il Coronavirus chiariranno – auspicabilmente – l’effettiva diffusione del virus nel nostro Paese. A differenza dei classici tamponi, questi test non rilevano la presenza del patogeno nelle mucose respiratorie, ma individuano la presenza di anticorpi specifici nel sangue (anche se si è negativi al momento dello screening). In pratica, se il tampone analizza la situazione temporanea, il test sierologico riesce a svelare tutta la “storia” della malattia nell’individuo. Si potrà quindi monitorare in quanti effettivamente sono entrati in contatto con il Coronavirus, asintomatici compresi.

I test sierologici monitorano il sistema immunitario dei soggetti attraverso gli anticorpi IgM (immunoglobuline M) e IgG (immunoglobuline G). Le IgM sono le prime ad essere prodotte dal corpo in risposta all’agente patogeno, in maniera temporanea. Le IgG invece – che costituiscono il 70-75% delle immunoglobuline totali presenti nel siero – forniscono una risposta immunitaria secondaria, sostituendo gradualmente le IgM, meno efficaci. È proprio il monitoraggio delle IgG che darà una risposta definitiva sugli individui infettati – anche in passato – dal Coronavirus.

 

Esistono sostanzialmente due tipi di test sierologici:

  • Rapidi, che monitorano la presenza o meno degli anticorpi attraverso l’analisi di una goccia di sangue. Forniscono una risposta veloce entro 10-15 minuti;
  • Con prelievo di sangue venoso, più efficaci dei primi e in grado di rilevare la specifica quantità di anticorpi presenti nell’organismo. Saranno questi ultimi i test sierologici distribuiti in Italia per la fase 2.
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Test sierologici: la distribuzione in Italia

sperimentazione italiana test sierologiciA fornire i kit per i test sierologici in Italia sarà l’azienda farmaceutica statunitense Abbott, vincitrice dell’apposito bando indetto dal governo. Il colosso americano ha infatti presentato un test con efficacia superiore al 99%, anche dopo più di 14 giorni dalla manifestazione dei sintomi. È “la migliore soluzione presente attualmente sul mercato” conferma il Commissario Straordinario per l’emergenza, Domenico Arcuri. Inoltre, il test sierologico Abbott ha conseguito il marchio CE – ai sensi della Direttiva Europea sugli IVD (Dispositivi Medici Diagnostici in Vitro). L’obiettivo è di distribuire 4 milioni di test in tutta Italia entro la fine di maggio. Un migliaio di laboratori in tutta Italia riceveranno il kit, e potranno analizzare fino a 200 test all’ora.

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Test sierologici: come e quando effettuarli

coronavirus test sierologiciLa sperimentazione partirà nelle regioni dal 4 maggio, su un campione di popolazione selezionato dalle categorie Istat e Inail.

Verranno considerati i seguenti elementi:

  • Profilo lavorativo;
  • Genere;
  • Fasce d’età.

I cittadini scelti, come specificato dal Commissario Arcuri: “Verranno contattati e verrà chiesto loro di sottoporsi al test nel laboratorio pubblico più vicino. Ovviamente lo faranno gratuitamente“. Va specificato che l’eventuale partecipazione agli screening è del tutto facoltativa. È chiaro che dopo questa prima fase di “sondaggio” si punterà ad allargare sempre più la platea. In questo modo si identificherà nello specifico cos’è successo davvero nella diffusione del virus in Italia.

I test potranno essere effettuati:

  • In strutture pubbliche, con regolare ricetta, in base alle convenzioni con la Asl di riferimento;
  • In strutture private. Lì i cittadini hanno la possibilità di effettuare deliberatamente i test sierologici, anche senza essere stati contattati dal governo.

A tal proposito, la Regione Campania – dopo un primo stop – ha dato il via libera a Federlab sulla possibilità di effettuare i test nei laboratori privati, che poi ne comunicheranno gli esiti agli enti preposti. Queste le parole del governatore Vincenzo De Luca, per chiarire la situazione sull’iniziale perplessità circa i laboratori privati: “Aspettavamo la pronuncia dell’Istituto Superiore di Sanità sulla affidabilità dei vari test per il 29 aprile, ma non credo ci saranno difficoltà”. Va specificato che i test effettuati nei laboratori privati non saranno rimborsabili, ma a carico dei cittadini.

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