Tfr in busta paga, è flop: si ritorna alla disciplina ordinaria

Il fallimento del tfr in busta paga ha determinato il ritorno alla normativa ordinaria. Ecco perchè la sperimentazione non è andata a buon fine

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Da sempre nel mondo del lavoro quando si parla di trattamento di fine rapporto (Tfr) si fa riferimento a una somma accantonata dal datore di lavoro che viene corrisposta al lavoratore dipendente nel momento in cui il rapporto di lavoro cessa, per qualsiasi motivo. Nel 2015, nella Legge di Stabilità, fu introdotta la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato di percepire mensilmente il Tfr in busta paga.

Tfr in busta paga QU.I.R: cos’è e i motivi del fallimento

tfrPer QU.I.R si intende la “Quota integrativa della retribuzione”. Questa quota, come detto, poteva essere richiesta da tutti i lavoratori dipendenti al datore di lavoro del settore privato. Un solo prerequisito: dovevano avere un rapporto di lavoro subordinato in essere da almeno 6 mesi, così da poter applicare l’istituto del Tfr. La legge di stabilità prevedeva tale opportunità fino al 30 giugno 2018. A quella data corrispondeva il termine del suo periodo di sperimentazione. Sperimentazione che non è andata a buon fine. Si torna cosi, dall’1 luglio 2018, alla disciplina ordinaria. Quindi i lavoratori torneranno eventualmente a richiedere l’anticipazione del Tfr solo in casi specifici e a determinate condizioni. La misura, nella sua poca utilità, ha messo d’accordo almeno per una volta datori di lavoro e dipendenti.

Per le aziende, come spiega anche il consulente del lavoro Maurizio La Commara: “Avrebbe rappresentato un particolare esborso economico anticipato in busta paga, anche se sono state poi previste procedure di finanziamento ai datori di lavoro per tali operazioni.”

Per i lavoratori invece, l’anticipo del Tfr in busta paga si sarebbe sommato con il reddito. Questo avrebbe provocato un aumento della tassazione derivante dall’aliquota “marginale”. L’aliquota marginale riguarda la parte più alta del reddito; per cui più alta era la retribuzione, più alta era l’aliquota con cui era tassato il Tfr in busta paga.

Dunque un passo indietro per farne uno avanti.

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