Sanità, nuovi ticket in base al reddito: dal 2020 curarsi costerà di più?

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ticket sanitario

Per la legge di Bilancio 2020 del governo “Conte bis” sono previste nuove misure anche sul sistema del ticket sanitario. La manovra finanziaria – che ancora non è stata redatta in forma di testo ufficiale – dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2019, per entrare poi in vigore direttamente il 1° gennaio 2020. La rimodulazione delle spese sanitarie che il Parlamento sta studiando riguarda sia il ticket sanitario, che dovrà essere pagato in base al reddito, sia il superticket, che molto probabilmente verrà abolito.

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Ticket sanitario: com’è oggi?

bonus tiroide leucemiaIl ticket sanitario non è altro che una tassa – o meglio, una quota di partecipazione alla spesa pubblica – che viene applicata dallo Stato e dalle Regioni sulle prestazioni sanitarie erogate al cittadino. Tale sistema è stato introdotto in Italia con il decreto legge del 23 marzo 1989. Attualmente, dopo varie modifiche, il ticket viene applicato ai seguenti servizi sanitari:

  • Prestazioni di specialistica ambulatoriale (visite, esami di diagnostica strumentale e analisi di laboratorio);
  • Assistenza farmaceutica;
  • Alcune prestazioni del Pronto Soccorso (i cosiddetti codici bianchi);
  • Le cure termali.

Tutti sono soggetti al pagamento della quota di compartecipazione, eccetto chi possiede l’esenzione (circa il 54% della popolazione). Oggi, circa la metà degli italiani paga un ticket “ordinario”, che arriva a un massimo di 36,15 euro a ricetta. L’importo prescinde dunque dalle condizioni di reddito. In più, la manovra finanziaria del 2011 ha introdotto nel SSN anche un superticket, in aggiunta al ticket. Questo prevede un costo fisso di 10 euro sulle ricette di diagnostica e sulle visite specialistiche ambulatoriali. La gestione del provvedimento è stata affidata alle Regioni, libere di scegliere se applicarlo o meno. La Campania ha scelto l’applicazione proporzionale in base al valore della ricetta.

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Ticket sanitario: come sarà domani?

reddito ticket sanitarioLa legge di Bilancio 2020 dovrebbe prevedere un costo del ticket che varierà in base al reddito e l’abolizione del superticket. Per il Ministro della Salute, Roberto Speranza, questa riforma si baserebbe sul principio della progressività: “Penso che chi, come me, fa il parlamentare, può pagare per una visita specialistica qualcosa in più rispetto a un lavoratore dipendente”.

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Le possibili conseguenze della riforma

sindrome ticket sanitarioPer quanto possa sembrare equo, questo sistema sta già facendo molto discutere. Il rischio è che comporti – più che uno sgravio per la fascia debole – un carico troppo grande per la fascia media. Insomma quegli 1,6 miliardi di euro che attualmente quasi il 50% della popolazione italiana paga, potrebbero gravare soprattutto sulle tasche di chi guadagna più di 36.000 euro l’anno. Inoltre, si potrebbe incorrere in una situazione di concorrenza tra il sistema sanitario pubblico e quello privato, già molto competitivo.

E per l’abolizione del superticket? Servono sicuramente fondi in più per abolirlo. Si parla di 490 milioni di euro. Una possibile soluzione sarebbe quella di somministrarli prima attraverso un fondo più piccolo iniziale, a cui le Regioni potrebbero attingere. Insomma, la Manovra presenta ancora molte perplessità e domande inevase. Per Nino Cartabellotta, a capo della Fondazione GIMBE – che realizza attività di ricercapromozione sul sistema sanitario – la riforma è: “Ancora difficile da valutare: troppe le incognite e mancano ancora molti elementi”.

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