Tina Scatola: l’intervista alla virtuosa e vulcanica caratterista partenopea!

Tina Scatola, attrice teatrale e cinematografica napoletana, racconta ai lettori di Informa Press le grandi emozioni della sua carriera e della sua vita.

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Tina Scatola

Nella nostra rubrica “Note Personalità” ospitiamo oggi Tina Scatola, attrice napoletana. Ha recitato in numerosi film e collezionato esperienze, elogi della critica e successi nei maggiori teatri italiani. (leggi l’articolo sulla stagione teatrale del Teatro Augusteo) È una virtuosa, spumeggiante e vulcanica caratterista sempre pronta a diffondere sorrisi e buon umore!

Ciao Tina e grazie per aver accettato di raccontarti ai nostri lettori. È un periodo molto ricco per te.

Sei infatti impegnata in progetti teatrali, cinematografici e non solo. Cosa ci racconti in merito?

Un saluto a tutti i lettori di Informa Press. Il lavoro più recente è “Masaniello”, una meravigliosa opera corale, in scena dal 19 ottobre al 4 novembre al Teatro Sannazaro di Napoli, con la regia di Lara Sansone. Il 25 ottobre, poi, è uscito al cinema “Achille Tarallo” con Biagio Izzo, Tony Tammaro e la regia di Antonio Capuano, un film leggero e originale in cui ho fatto una piccola parte. E ultimamente sono anche in tv con “I Sovrani”, una sitcom comica, scritta da Marco Lanzuise e ispirata alla cultura napoletana del Settecento. Interpreto una popolana che fa delle scenette molto divertenti con il marito, ovvero Oscar Di Maio.

Leggi anche l’intervista all’attore, autore e regista napoletano Lucio Pierri

Teatro, cinema, tv. Sei un’attrice che si dedica a varie forme di spettacolo, ma tu nasci come attrice teatrale. Come è cominciato tutto?

Tina ScatolaÈ stato mio marito. Lui faceva teatro e insisteva affinché recitassi anche io, ma mi sono sempre rifiutata. Un giorno, quando avevo 22 anni, nella sua compagnia mancava un’attrice e mi proposero di leggere la sua parte in “Tre pecore viziose” di Scarpetta. La lessi e mi accorsi che tutti mi guardavano sbalorditi. “Tina, tu sei nata per fare teatro”, mi dissero.

Così cominciai e non mi sono più fermata.

Nel 1995, poi, andai a fare un provino al Teatro Totò e fui presa subito. Da lì ho avuto modo di conoscere tanti bravi attori e di fare della mia passione un vero e proprio lavoro.

La tua carriera è stata segnata da alcuni incontri importanti, in particolar modo quello con Luigi De Filippo. Cosa ti porti dentro di questa esperienza?

Ricordo che mi telefonò Giovanni Allocca, figlio del grande Antonio Allocca. Mi disse che si cercava un’attrice con le mie caratteristiche per lo spettacolo “Non ti pago” di Eduardo De Filippo con la regia e la compagnia di Luigi De Filippo. Andai a Roma a fare il provino per un piccolo ruolo. Dopo aver letto la parte, De Filippo mi chiese di leggere il personaggio di Concetta, la protagonista femminile. Cominciarono a tremarmi le gambe, però lo lessi. Ricordo che lui e la moglie si guardarono come per dirsi “L’abbiamo trovata”.

E da quel momento ho recitato al fianco di Luigi De Filippo per più di quattro anni, in tournée nei maggiori teatri d’Italia. Tina Scatola

Lui parlava pochissimo, ma mi diceva sempre: “Tina, tu hai una marcia in più. La simpatia. È una componente che il pubblico acchiappa subito. Ci sono attori bravi che però sono antipatici, non trasmettono nulla e restano nel buio. Tu, invece, hai una marcia in più”. E questo ovviamente non lo dimenticherò mai.

Mentre la tua carriera cresceva, però, cresceva anche la tua famiglia. Attrice, moglie e madre di tre figli. Tina, quanto ti ha supportata la famiglia nei momenti difficili del teatro e quanto il teatro ti ha aiutata nei momenti duri della tua vita?

I miei figli sono il mio primo pubblico. Pure mio marito mi ha sempre sostenuta. Nei momenti in cui pensavo di mollare tutto per le delusioni lavorative, lui mi diceva sempre: “Non ti permettere! Tu sei nata per fare questo lavoro. Tu lo devi fare!”. Questa è stata la frase che mi sono ripetuta anche nel momento più brutto della mia vita: quando ho perso mio marito. Stavamo insieme da quando avevo 15 anni e vivere senza di lui mi sembrava impossibile. Sono sicura che è stato lui a darmi la forza di continuare. E menomale, perché il teatro è stata la mia terapia.

Tina Scatola

Tina Scatola, che consiglio daresti agli aspiranti attori?

Vorrei chiedere a quei grandi professionisti che non danno mai consigli ai giovani: “Perché solo raramente trasmettete quello che sapete ai ragazzi che incontrate?”. Io preferisco trasmettere quel poco che so, piuttosto che portarmelo nella tomba. Però, se un ragazzo vuole realmente diventare un attore deve studiare. Io non ho avuto modo di farlo. Quello che so l’ho imparato lavorando, ma se tornassi indietro studierei. Perché senza studio, sarai sempre un attore a metà.

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