Tiziana Cantone uccisa dal revenge porn, una sciarpa fa riaprire il caso

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Tiziana Cantone Revenge Porn
Dalla Pagina Facebook Tiziana Cantone per le altre

Tiziana Cantone revenge porn che uccide. Sono ormai passati 4 anni dalla sua morte, ma la famiglia non si arrende. Troppi i punti oscuri in una vicenda che vorrebbe dirsi risolta. Tornano a galla alcuni dettagli che spingono la Procura di Napoli a riaprire il caso. Ad esempio, i segni sul collo non sarebbero riconducibili al foulard. Intanto, la madre della vittima ha ottenuto la riesumazione della salma. Presto ci sarà l’autopsia sul cadavere.

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Tiziana Cantone revenge porn, riaperto il caso

Tiziana Cantone Revenge Porn
Tiziana Cantone revenge porn

Tiziana Cantone moriva quattro anni fa, il 13 settembre 2016, nella sua abitazione di Mugnano. Le indagini si protrassero fino al dicembre 2017. La conclusione fu che la donna si sarebbe tolta la vita in seguito alla diffusione di video erotici che la vedevano protagonista. La famiglia non ha mai creduto a questa versione. Nessuna autopsia venne effettuata sul corpo.

A distanza di anni, emergono nuovi dettagli sulla vicenda e la Procura di Napoli Nord ha riaperto il caso. Tiziana Cantone avrebbe utilizzato un foulard legato intorno al collo per togliersi la vita. La zia della vittima ritrovò il cadavere e comunicò la morte. Durante il ritrovamento, la donna sciolse il nodo con una sola mano, il che fece pensare che la Cantone non potesse essersi suicidata in quel modo. Inoltre i segni sul collo, della larghezza di 2 centimetri e mezzo, non sarebbero riconducibili al foulard. Sul corpo fu ritrovato anche il foro di un ago nella parte interna del braccio. Si pensò ad agopuntura e non furono effettuati esami tossicologici che eliminassero l’ipotesi di assunzione di sostanze stupefacenti.

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La madre della vittima: “Non si è suicidata, voglio l’autopsia”

Tiziana Cantone Revenge Porn
Dalla pagina Facebook Tiziana Cantone per le altre

La madre di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, non si è mai arresa. “Mia figlia non si è suicidata, voglio l’autopsia“. La ragazza denunciò, insieme al compagno, la diffusione incontrollata dei video hot che rimbalzavano da un server all’altro senza controllo. Presa di mira da attacchi di bullismo, la Cantone si ritirò nella villa di famiglia, lontana dalle indiscrezioni e dai giudizi. Maria Teresa Giglio, dopo anni di lotte legali, è riuscita a ottenere la riesumazione della salma per procedere all’esame autoptico mai avvenuto durante il ritrovamento.

Nello scorso luglio la madre della vittima, mediante un esposto del proprio avvocato, Salvatore Pettirosso, riuscì a ottenere l’apertura di un fascicolo per frode processuale. Secondo la difesa, le indagini volte a estrapolare i dati dai dispositivi elettronici personali della vittima non sarebbero state svolte correttamente. L’iPhone e l’iPad furono sequestrati dai Carabinieri, analizzati dagli stessi in qualità di polizia giudiziaria. Dall’Ufficio della Questura, diretto da Francesco Greco, partirà una disamina della prassi impiegata nell’estrapolazione dei dati. La madre si dice soddisfatta:

Il caso di Tiziana è stato riaperto; svegliandomi ho ricevuto una notizia che mi riempie di gioia. La sorpresa di quando accade esattamente ciò che speravi da tempo e che mi ha tenuta in vita.

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Tiziana Cantone revenge porn che uccide

Tiziana Cantone Revenge Porn
Ph: Roberto Improta

A convincere i magistrati della Procura di Napoli Nord sono state le indagini supplementari svolte dalla Emme Team –  consulenti americani operanti nello studio legale di Chris Newberg, Michigan, Usa – e dall’Onlus “La Caramella Buona”. Ingaggiati dalla difesa, gli analisti hanno riscontrato degli illeciti. I dati negli apparecchi della Cantone non furono estratti correttamente: definitiva cancellazione della memoria e immissione di fotografie.
I dispositivi furono resettati, perdendo l’attività svolta dalla vittima. Non solo, la sim originaria è stata sostituita da una copia bianca, non associata ad alcun numero.
Si aggiunge anche la scomparsa di una catenina d’oro col volto di Cristo, dalla quale la vittima non si sarebbe mai separata. Intanto, Maria Teresa Giglio è riuscita a ottenere anche il dissequestro del foulard di seta e un medico di parte è stato incaricato per riscontrare tracce biologiche.

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