Treviso, accesso vietato in un cinema al cane guida di una donna non vedente. La donna si sente discriminata

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Treviso cinema cane guida

Treviso cinema cane guida: vietato l’ingresso al cane guida di una donna non vedente in un cinema. La vicenda è avvenuta in un cinema di Treviso la scorsa settimana. La titolare del cinema dispiaciuta chiede scusa al nome del cinema. Ci si chiede se sia necessaria la creazione di una legge che eviti altri discriminazioni del genere.

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Treviso cinema cane guida: vietato l’accesso

finto ciecoA un cane guida non è stato autorizzato l’accesso al cinema, ma per lei quell’animale è più di un compagno. Questo si tratterebbe dell’epilogo di quella che sarebbe dovuta essere una serata al cinema per Luana, persona non vedente. La donna in occasione della giornata Internazionale per i diritti di delle persone disabili, domenica scorsa, 3 dicembre, si era recata al cinema. La donna si è visto chiudere le porte del cinema Edera di Treviso a lei e a Tyson, il suo insperabile cane guida. La donna non è potuta entrare, in quanto l’accesso del proprio cane era vietato. Non sapendo che alle persone non vedenti è consentito di entrare in ogni luogo pubblico e privato accompagnati dai propri cani guida.

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Treviso cinema cane guida: previsto dalla legge l’accesso

malessere del caneLa donna ha dichiarato: “Mi sono sentita mortificata”. Davanti alle proteste montante la titolare Giuliana Fantoni si difende: “Sono profondamente dispiaciuta. Chiedo scusa a nome del cinema. Se io fossi stata presente non sarebbe mai accaduto. Contatterò personalmente la signora”. Del resto, il cane guida non è un semplice ‘animale’. Può seguire il suo ‘umano’ ovunque, sui mezzi pubblici, nei negozi, negli uffici, non ci sono barriere. Tutto ciò è previsto dalla legge del 25 agosto del 1988 a cui si è aggiunta anche la legge 67 del 2006. Con esse si sottolinea che non può essere praticata alcuna discriminazione sulle persone con disabilità.

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Treviso cinema cane guida: parla l’unione dei ciechi

Dal gruppo Pubblico Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti

Per Luana e Tyson si sono già attivati l’unione ciechi e ipovedenti di Treviso e l’associazione Blinsight Project. L’associazione avrebbe messo a disposizione i propri legali nel caso in cui la donna scelga di rivolgersi a un giudice. Il presidente dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Treviso, Massimo Vettoretti  è intervenuto in merito. Vettoretti ha detto: “Luana ha subito una discriminazione brutale, violenta e profondamente ingiusta. L’Italia si è dotata di una legge contro la discriminazione delle persone con disabilità dal 2006: direi che è arrivato il momento di farla rispettare”. E i titolari del cinema Edera ribadiscono: “Siamo costernati  Dal 2018 ci siamo adeguati a tutti gli standard internazionali per accogliere le persone con ogni disabilità. Quanto accaduto il 3 dicembre non sarebbe mai dovuto succedere, ce ne scusiamo. Vorrei invitarli a tornare al cinema in qualunque momento lo desiderino”.

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