Trianon Viviani al grido di “Curre Curre Guaglio”: ecco il cartellone 2026-2027

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Trianon Viviani

Il Trianon Viviani presenta la sua nuova stagione sotto il simbolo di Gennarino Capuozzo, tra i più giovani insorti delle Quattro Giornate di Napoli, che cadde a undici anni nel settembre 1943; alla sua memoria fu conferita la medaglia d’oro al valor militare.

Marisa Laurito, dopo sei anni alla guida artistica del teatro di Forcella, ha lasciato il posto al nuovo direttore artistico, Pierpaolo Sepe, che ha le idee molto chiare sin dal simbolo scelto: “L’immagine di Gennarino è al centro del manifesto della stagione, «per ricordarci – afferma Sepe – che ogni generazione è chiamata a custodire ciò che ha ricevuto e a consegnarlo, un po’ più libero, a chi verrà dopo».

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Trianon Viviani, stagione 2026-2027: Le dichiarazioni dal palco

In un Trianon gremito, ecco le dichiarazioni dei protagonisti.

Il direttore artistico Pierpaolo Sepe vede il teatro pubblico di Forcella come un porto: in un quartiere dove da secoli s’incontrano persone, lingue e racconti, il Trianon Viviani non ospita soltanto spettacoli, ma rende possibili incontri, con «un’identità che non è recinto né nostalgia: è memoria che si interroga, si trasforma e crea».

Con questa visione, Sepe ha costruito una stagione di spettacoli all’insegna della multidisciplinarietà, tra teatro musicale, prosa, musica e danza, guardando al patrimonio partenopeo e alle scritture del presente, al teatro civile e alla festa di strada. Come puntualizza il presidente Gianni Pinto: «Con questo nuovo cartellone, il Trianon Viviani – teatro della Canzone napoletana è sempre più multidisciplinare, attento ai linguaggi della contemporaneità e al territorio: così un teatro pubblico compie fino in fondo il suo servizio alla città».

A latere della programmazione il Trianon Viviani si apre anche a un’attività di formazione dei mestieri teatrali.

Per Roberto Fico, presidente della Regione Campania, in prima fila al teatro «i teatri sono luoghi di comunità. Dove la memoria si intreccia con l’arte, dove le individualità si incontrano per momenti di riflessione e di pensiero collettivo. Per questo hanno un ruolo fondamentale nelle nostre società per la crescita culturale e sociale. Con una programmazione dallo sguardo ampio e trasversale come quella proposta da Sepe, con una storia che affonda le radici nella tradizione e alla canzone napoletana, il Trianon interpreta questo spirito e lo fa da Forcella unendo le tante identità della città».

«La stagione presentata da Pierpaolo Sepe risponde pienamente agli obiettivi che la Regione Campania auspica per il teatro Trianon – osserva Onofrio Cutaia, assessore regionale alla Cultura –. La scelta del cda di puntare su una figura del teatro contemporaneo rappresenta una scommessa vinta. Il progetto di Sepe apre il teatro a linguaggi nuovi, accogliendo contaminazioni tra generi, storie e voci diverse. È un teatro popolare contemporaneo vivo, capace di rinsaldare il legame viscerale con il territorio attraverso racconti di resistenza e di comunità che abbracciano la città in tutte le sue infinite, straordinarie sfumature.»

«Napoli è arte e il Trianon è Napoli, sono sinonimi che si sovrappongono sul palcoscenico della vita e del teatro – afferma Carlo Puca, assessore comunale alla Partecipazione attiva e all’Immagine della Città –. Questa stagione esalta esattamente tale concetto, rendendo contemporanea una tradizione che se non si rinnovasse costantemente rischierebbe di diventare stucchevole. Credo che il più grande merito del cartellone sia esattamente questo: far crescere insieme passato e futuro, restituendo alla cultura il suo primo compito, quello di presidio contro l’illegalità».

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Trianon Viviani: da Lina Sastri a Peppe Barra, passando per la formazione e gli eventi speciali. Ecco il cartellone

La presentazione degli spettacoli è stata molto “smart”. Parole importanti per ognuno di loro, ma poi lo spazio è stato dato ai protagonisti, che hanno potuto liberamente parlare con i giornalisti dopo le foto e durante un momento conviviale. Particolarmente importanti sono stati gli interventi di Peppe Barra e Lina Sastri, anche loro presenti tra il pubblico, che hanno presentato i loro spettacoli e dato appuntamento al pubblico molto presto.

Anche il cartellone è molto smart. Ecco infatti il link per scaricarlo e goderselo tutto.

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Trianon Viviani: le nostre interviste

I protagonisti del cartellone sono passati ai nostri microfoni. Partiamo da Pierpaolo Sepe, neodirettore artistico.

Buongiorno Pierpaolo, c’è uno spettacolo molto provocatorio in cartellone, il Premio Nappo (il 28 maggio, ndr). Ti va di spiegarci di cosa si tratta?

“Sono io la giuria, scelgo e compro io i premi, decido a chi assegnarli, scrivo le
motivazioni. Il premio è istituito per celebrare i miei amici artisti e il loro percorso, perché è questo
l’unico requisito: io premio solo i miei amici.» (Monica Nappo)

Il premio Nappo nasce come uno scherzo – pensa che sono stato io il primo a vincerlo e ne vado molto fiero – ma lo abbiamo fatto diventare uno spettacolo teatrale e ne sono molto orgoglioso. Diciamo che è simile a molti altri premi che tutti conoscono (sorride, ndr).

Passiamo a Serena Pisa, del duo musicale Ebbanesis, presenti in cartellone con Ebbanepolis, il 7 di maggio. Serena, vi abbiamo trovato anche al cinema con Dadapolis. Che differenza c’è per voi tra cinema e teatro? 

Dadapolis era un documentario, dove noi siamo cornice e immagine. Invece in questo caso saliamo sul palco per la prima volta con altri musicisti e ne siamo molto orgogliose. Rivisiteremo i classici e faremo nostri inediti. Possiamo permetterci di essere un po’ meno disilluse e di far sognare il pubblico che verrà a vederci.