Trump ha un nuovo “nemico”: l’uragano abbatte il suo muro messicano

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Lo scorso 27 luglio il video del pezzo di muro messicano o di Tijuana, consolidato da Trump, che viene spazzato via dall’uragano Hanna fece il giro del web. Infatti Trump, nelle sue ultime dichiarazioni, affermava che il virus era stato in gran parte bloccato anche dal suo muro “indistruttibile”. Il muro divide il Messico dagli USA e negli anni è stato causa di più di 5.000 decessi lungo il confine e tanti altri arresti. Il suo costo complessivo è stato tra i 12 e 15 miliardi per la costruzione e 7/8 miliardi le spese di manutenzione.
L’obiettivo principale è quello di impedire lo sconfinamento nel territorio statunitense da parte dei migranti. Molte persone sono in fuga prevalentemente dalla violenza dell’Honduras e da altri paesi dell’America latina.

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Come nasce il muro messicano di Trump

Nella campagna presidenziale del 2016, Donald Trump promise di alzare e fortificare massicciamente quel muro di frontiera che ormai festeggia il quarto di secolo. Già dal 1990, George H. W. Bush iniziò a recintare e ostacolare il confine con il Messico, in particolar modo l’area di San Diego. Oltre alla recinzione varò una legge per interrompere tutte le immigrazioni illegali. In quel periodo più di un milione di persone l’anno attraversavano il muro messicano.

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Muro messicano: una breve storia 

TrumpNel 1994 il muro messicano fu ulteriormente sviluppato. Vennero aggiunti sensori di movimento, illuminazione intensa e notturna e soprattutto la presenza fissa di polizia armata. Torrette di guardia ed elicotteri da guerra impedivano a chiunque di oltrepassare il confine. Nel 2005 il parlamentare Duncan Hunter propose di rafforzare la barriera con un muro di 1.123 km. Il Senato però decise che il muro doveva essere di 505 chilometri.

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Muro messicano: l’avanzata nera di Trump che distrugge l’ecosistema

La promessa di Trump è diventata reale in quanto il muro messicano continua ad essere costruito senza indugio. Trapassando anche il deserto dell’Arizona meridionale, dall’alto somiglia a un’armata nera che porta con sé la distruzione dell’ecosistema del posto. Questo comporta il blocco di qualsiasi migrazione, ma non quelle a cui Trump pensa. Parliamo non più di uomini ma di natura: la migrazione dell’ariete messicano, il pronghorn Sonoran o le volpi del deserto, tutte specie molto rare che con il muro rischiano di scomparire. Secondo i documenti pubblicati dall’Arizona Daily Star, il Dipartimento per la pesca e la fauna selvatica del governo ha avvertito lo scorso anno delle conseguenze ecologiche disastrose del muro messicano.

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