Tso per gli “irresponsabili” della quarantena. Favorevoli o contrari?

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In Italia, negli ultimi giorni, si parla con una certa insistenza di Tso (Trattamento sanitario obbligatorio). Si tratta di una limitazione temporanea della libertà individuale secondo la legge 883 del 23 dicembre 1978, articolo 34. Viene attuato in casi specifici, con l’intento di salvaguardare la salute dell’individuo e della collettività. Di solito è applicato in ambito psichiatrico ma possono essere suscettibili di Tso anche le malattie infettive. Di recente, infatti, è stata proposta la sua attivazione in caso di rifiuto delle cure e della quarantena per il Covid-19.

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Le condizioni per il Tso

coronavirus tsoIl Tso può essere effettuato per un periodo di sette giorni rinnovabili, in ospedale pubblico. È disposto con provvedimento del sindaco, solo se sussistono contemporaneamente tre condizioni (certificate da due medici):

  • Necessità e urgenza non differibile;
  • L’intervento dei sanitari viene rifiutato dal soggetto;
  • Non è possibile adottare tempestive misure extra-ospedaliere.

Il trasporto del paziente alla struttura ospedaliera deve essere operato dal servizio di emergenza extra-ospedaliero in collaborazione con l’organo di polizia locale del comune di riferimento. La procedura termina con la convalida del provvedimento del sindaco da parte del giudice tutelare di competenza che, attraverso il messo comunale, riceverà gli atti entro 48 ore dalla loro emanazione.

Qualora delle suddette sussistano solo le prime due – e quindi il trattamento sanitario possa essere adoperato al di fuori del contesto ospedaliero (ad esempio a domicilio) – il sindaco può optare per il Tso extra-ospedaliero, il cui scopo è quello di incidere meno negativamente sulla vita del paziente.

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La proposta di Luca Zaia

mascherine tsoIl primo a parlare di Tso per i positivi al Covid-19 che rifiutano la quarantena è stato Luca Zaia, Governatore del Veneto. La proposta fa seguito al caso del manager vicentino infetto che, di ritorno da un viaggio all’estero, ha rifiutato le cure. L’imprenditore ha contagiato almeno 5 persone e ne ha costrette 89 alla quarantena. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Zaia ha dichiarato: “C’è poco da fare. Con qualcuno la soluzione non può che essere il Tso. Bisogna inasprire le pene. Non sono un giurista, ma di fronte alla scelta deliberata di mettere a repentaglio in maniera molto seria la salute, anzi, la vita di altre persone, io sono per il carcere”.

Dopo questa provocazione, lo stesso Zaia ha firmato una nuova ordinanza che inserisce norme più stringenti per chi arriva dall’estero. Nei giorni scorsi, infatti, in Veneto si sono registrati nuovi focolai provocati da alcuni viaggi di lavoro. In particolare, ci saranno doppi tamponi per i lavoratori di rientro dall’estero. Chi rifiuta il ricovero rischia il carcere. Inoltre, chi esce di casa durante l’isolamento, anche se negativo al tampone, dovrà pagare una multa da 1.000 euro. Stessa sanzione per il datore di lavoro che non si attiene alle regole, ma moltiplicata per il numero di dipendenti. Tali misure, secondo il governatore, restano comunque insufficienti. Occorrerebbe un ritorno al penale per chi sfugge all’obbligo di quarantena.

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L’apertura del Governo

coronavirus conte congiunti stati generaliIl messaggio di Zaia e di tanti governatori scontenti è arrivato anche al Ministro della Salute, Roberto Speranza. “Il virus circola ancora. Finché sarà così, non potremo considerare il pericolo alle spalle. Quello che ha causato il focolaio di Vicenza è un comportamento inaccettabile. Su questo è giusto essere durissimi. Sto valutando con il mio ufficio legislativo l’ipotesi di Tso nei casi in cui una persona debba curarsi e non lo fa”. Molto duro anche il commento del segretario Dem, Nicola Zingaretti: “Spavaldi e irresponsabili mettono a rischio la sicurezza di tutti”.

Cari lettori di Informa Press, voi sareste favorevoli o contrari all’attuazione di un Tso per chi rifiuta di curarsi, mettendo a rischio la vita di altre persone?

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