Tumore: una nuova ricerca spiega il meccanismo della crescita del cancro

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tumore, ricerca medica

L’ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l’università Tor Vergata di Roma, ha condotto una nuova ricerca sul tumore cercando di spiegare come proliferano le cellule tumorali. Lo studio, inoltre, è stato condotto in collaborazione con altri centri di ricerca europei e statunitensi, sostenuto anche dall’AIRC (Associazione Italiana Ricerca contro il Cancro). Una ricerca che principalmente mira ad aprire nuove strade verso cure e sperimentazioni.

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Tumore: alcuni dettagli sulla ricerca

Tumore Come riportato dall’agenzia di stampa Ansa e da diversi quotidiani di divulgazione scientifica, la ricerca posta dal Bambin Gesù e dell’Università Tor Vergata, ha posto le basi per una nuova serie di sperimentazioni e terapie specifiche contro i tumori sviluppati in adulti e bambini.

Nel corso delle indagini, sviluppate su campioni animali, cellule riprodotte in laboratorio e anche umane, è emerso che nel caso di assenza o scarsa quantità della proteina Ambra1, la Ciclina D non viene distrutta come deve, portando di conseguenza a un suo accumulo. È proprio questo accumulo che porta le cellule a dividersi a velocità incontrollata e a danneggiare il DNA. Lo squilibrio delle proteine Ambra1 e Ciclina D, inoltre, è stato riscontrato in diversi tipi di tumore. Tra questi:

  • Adenocarcinoma polmonare: tumore maligno al polmone, tra i più diffusi nell’essere umano;
  • Sarcoma: si tratta di tumori rari che si formano all’interno dei tessuti molli dell’organismo;
  • Glioblastoma: tumore maligno tra le neoplasie della glia.

Tumori quindi basati sullo squilibrio delle due proteine, squilibrio che questa ricerca tenta di risolovere.

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Tumore e ricerca: le dichiarazioni di alcuni esponenti dello studio

tumoreLo studio condotto dall’Università Tor Vergata e dall’ospedale Bambino Gesù è stata guidata da:

  • Francesco Cecconi, professore ordinario di Biologia dello sviluppo all’Università di Roma Tor Vergata;
  • Franco Locatelli, medico e accademico italiano.

Tra le prime dichiarazioni sullo studio, c’è quella del professor Francesco Cecconi. “L’idea è che ai pazienti a cui sia stato diagnosticato un cancro, vengano esaminati anche i livelli delle due proteine. Qualora l’assenza o i bassi livelli di Ambra1 in associazione a un accumulo di Ciclina D vengano individuata nelle cellule tumorali, si potrebbe provare a sopprimere con farmaci specifici, già noti in terapia, la capacità delle cellule tumorali di riparare il materiale genetico”.

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Dall’Italia agli Stati Uniti, due ricerche che si confermano

tumoreLa ricerca italiana sembra essere confermata anche da due studi internazionali condotti negli USA. Gli studi condotti a New York e San Francisco, nonostante partano da punti diversi, portano alla stessa conclusione.

Riportata su Nature, rivista scientifica internazionale, la ricerca è stata commentata anche da Giacomo Milletti, biologo ricercatore del Bambino Gesù, dottorando all’Università di Roma Tor Vergata e primo co-autore dello studio: Questo nuovo livello di regolazione potrebbe rappresentare una nuova frontiera nell’oncologia molecolare dei tumori cerebrali nel bambino”.

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