Ucraina, 100 giorni di guerra, stupri e orrori: la storia del mondo si riscrive senza trovare pace

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Ucraina Bucha, Ucraina 100 giorni
Macerie e distruzione a Bucha testimoniate da Rodrigo Abd mezzo AP Photo

Guerra in Ucraina 100 giorni dal 24 febbraio 2022. Da quell’inizio di bombardamenti che ha tracciato il cambiamento del mondo. Nuove alleanze, minacce diverse, nuove armi e nuovi modi di combattere. Ciò che non cambia è l’uomo. Due anni di pandemia non sono bastati a cambiarci. Il risultato? La barbarie della guerra che conta come vittime gli innocenti. Bambini, donne, la comunità LGBTQI+, i civili, i soldati. Per le Nazioni Unite questa guerra durerà ancora a lungo. La domanda è: quanto sarà alto il prezzo umano che pagheremo?

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Ucraina 100 giorni di bombe, violenze e barbarie

Ucraina Bucha, Ucraina 100 giorni
Fonte AFP

Il 24 febbraio 2022, Kyiv si è svegliata con un allarme devastante. Una sirena impetuosa, allarmata, impaurita, diffondeva la sua eco per ogni strada. Doveva svegliare ogni cittadino, ogni umano, ogni bambino. Donna o uomo, poco importa. C’è un nemico per le strade, in cielo, ovunque. È un grido assordante che urla l’imminente arrivo della morte. È l’inizio della guerra, dei bombardamenti, dei missili che si scagliano contro palazzi, monumenti e costruzioni. È la guerra che si abbatte per le strade ucraine e la sua sete aumenta di ora in ora. Sono trascorsi pochi giorni dalla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pechino. Il mondo festeggiava le proprie medaglie, ma fra le strada di Kyiv non c’è nessuna festa.

Putin, il dittatore russo, annuncia le sue intenzioni. Un programma vasto di punti: il primo, denazificare l’Ucraina. 100 giorni sono trascorsi, una guerra fondata su bugie e nefandezze. Su una propaganda russa che ha minacciato gli ucraini donando loro la morte. A Mosca, invece, il canto è diverso. I motivi della guerra? Liberare le regioni del Donetsk e Lugansk. Una missione di aiuto. Il resto del mondo, invece, ha assistito ad altro. Una guerra che si pronunciava di poca durata, una guerra lampo che sarebbe dovuta durare due giorni al massimo. Siamo arrivati a 100 giorni di barbarie, di devasto, di uccisioni.

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Ucraina 100 giorni di sanzioni, stupri e morti

Ucraina Bucha
Fonte AFP

Questa guerra, in poco più di tre mesi, ha cumulato tanto odio e tanta distruzione. In 100 giorni, sono tanti i numeri da calcolare. 8 milioni di sfollati, 6,8 milioni di persone che sono riuscite a scappare. 116 mila sono arrivate in Italia. 12 mila i soldati ucraini morti, 20 mila quelli russi. 4100 civili ucraini sono morti, 5 mila sono feriti. Queste le prime stime, ma ce ne sono tante altre che non sono state contate. In primis? I bambini. Non si riescono a contare i bambini dispersi, scappati, morti. I bambini senza famiglia, senza vita o con la vita che si aggrappa a un filo. Le donne, le migliaia di donne stuprate. Usate come oggetti, come sfogo o come arma di guerra. Stuprare una donna per umiliare il Paese, per lasciare un seme invasore che cresca nel ventre dell’invaso. Donne perdute e bambini che nasceranno nell’orrore. Sì, perché molti bambini russi nasceranno da madri ucraine.

Questa guerra ci sta insegnando che una donna, anche se scappa, non è detto che possa abortire. Molti Paesi ospitanti, come la Polonia, non permettono loro di farlo. Ci ha insegnato che se non nasci donna, ma nasci in un corpo sbagliato, allora devi soccombere. Ci ha insegnato che le malattie non possono essere curate in guerra. Che due anni di pandemia non ci hanno insegnato niente. Ci ha fatto capire che siamo ciechi sui conflitti del mondo, in quale direzione soffia il vento dell’odio. Ci sta insegnando che il mondo è sempre più diviso e che l’Occidente ha sempre più nemici e sempre più oppositori. Ci sta facendo rendere conto che forse non siamo sempre nella parte della ragione. Che ci sono tante persone che muoiono, mentre noi viviamo. Ci sta facendo rendere conto che l’equilibrio è polvere che vola via alla prima folata.

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Ucraina 100 giorni andati e adesso?

Ucraina 100 giorniIn questi primi 100 giorni, Mosca ha adoperato una macchinosa propaganda che ha distorto il proprio operato. Tutta la Russia ha creduto a una favola, distrutta come una bolla. Dalla favola della liberazione alla realtà dell’invasione. Oggi, il 20% dell’Ucraina è nelle mani dei russi. Zelensky e l’Ucraina intera ha, però, insegnato tanto. La forza della resistenza abbatte qualsiasi plotone. Così, l’Ucraina resiste e continua ad andare avanti. Una guerra che mischia nuovo e vecchio. Tra droni, armi supersoniche e fucili d’avanguardia, che si mescolano ai carrarmati e alle trincee. Il passato che incontra il futuro, mentre un presente non riesce ad avere logica. Bucha e Mariupol sono i simboli degli orrori perpetuati. Fosse comuni, crimini di guerra, civili dilaniati, bombe lanciate senza umanità.

Il mondo è ambiguo, sembrano palesarsi nuovi assetti. La marea si è ritirata e ciò che sale a galla è allarmante. Credevamo al mito della pace e dell’unione, della globalizzazione, del commercio. Eppure, le leggi sono quelle di un tempo, chi ha le risorse comanda. Non le armi. A oggi, il nucleare è ovunque, di armi non si contano più. La Russia, con il gas e con il grano, tiene in ginocchio il mondo. La Cina resta in disparte, ma forse è amica di Putin. Il Brasile e l’India iniziano a capire il loro potenziale. L’Europa paga lo scotto della dipendenza, ma forse non dagli USA. E loro? Questo conflitto ha mostrato come gran parte del mondo sia contro l’Occidente, ma ancor di più contro gli Stati Uniti. Su 141 nazioni, 40 non hanno mosso un dito nelle votazioni contro le minacce realizzate da Putin. 40 nazioni con il più alto tasso di popolazioni. La nostra arma sono le sanzioni, ma non basta. Il nemico e i simpatizzanti, o i non votanti, o i non agenti, vivono di rancore. E il rancore si sa, prima o poi spinge a pagare i conti.

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