Congresso UIL-Tec in Puglia, il sindacalista: “La sinistra ha abbandonato i lavoratori”

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uil puglia

Congresso della UIL Puglia. Il sindacato dei lavoratori, in Puglia, celebra il suo congresso regionale che si preannuncia di fuoco. In uno dei periodi probabilmente più bui per il lavoro e i giovani. Ne abbiamo parlato con uno dei membri pugliesi della UIL, il brindisino Gabriele Zammillo, che si dice molto preoccupato per la situazione italiana. Oggi, prima del congresso, ci abbiamo fatto due chiacchiere.

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UIL Puglia: la situazione del lavoro sul territorio

incidente ostuni, uil pugliaLei interverrà al congresso UIL in Puglia oggi. Ma qual è la situazione del lavoro?

“Se parliamo della situazione italiana, è assolutamente drammatica. Quella italiana tocca sia i lavoratori in generale che i giovani. Molti giovani meritevoli si trovano costretti ad emigrare dalle proprie terre, anche andare all’estero. È impossibile trovare un impiego che valorizzi i propri studi. O che dia un reddito idoneo. O anche condizioni di stesse di lavoro”.

E per quanto riguarda il lavoro femminile?

“Soltanto il 35,5% delle donne in Italia riesce a ottenere un posto di lavoro. In Puglia la situazione non è più rosea”.

E nel sud la situazione è peggiore…

“Se per l’Italia la situazione è drammatica, per il Mezzogiorno lo è di più. E se guardiamo alla Puglia, lo è ancora di più. Il problema è che per la situazione dei diritti del lavoratore si sta toccando veramente il fondo. Al sud c’è un vero e proprio schiavismo, anche se noi lo chiamiamo caporalato”.

Ma in questo c’è una responsabilità del mondo sindacale?

“Se si parla di responsabilità di sindacati dicendo che siano loro a far male alle imprese, assolutamente no. Io sto cercando di attivare la UIL a Brindisi. Il problema è che i datori di lavoro, i padroni, i caporali non vedono di buon occhio i sindacati. Il lavoro a nero limita moltissimo i sindacati. C’è paura di aderire ai sindacati. E poi qui vige una mentalità: sei iscritto a un sindacato? Allora inizi male! Le responsabilità sono da un’altra parte …”

Cioè?

“La domanda vera è se i sindacati e la sinistra in generale si occupano ancora davvero di lavoro. Io sto vedendo la sinistra occuparsi di tanti altri temi, a volte futili. Ma non della questione lavoro. Non è un caso che il salario minimo stia arrivando dall’Unione Europea brutta, grossa e cattiva e non dalla sinistra italiana”.

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UIL Puglia: c’è paura del sindacato

uil pugliaPerché c’è paura dei sindacati?

“Credo che siano più i datori di lavoro ad aver paura dei sindacati. E per questo la trasmettono ai lavoratori. Dopotutto, se non c’è un sindacato non c’è controllo. Se c’è un sindacato, e quindi un controllo, come fai a sfruttare dieci ore al giorno un cameriere con una paga infima? O come fai a far lavorare qualcuno su ponteggi senza mezzi di protezione? Spesso, qua in Puglia, dei lavoratori giovani del terziario hanno potuto lavorare con paghe misere, senza contratto e in condizioni animalesche”.

E questo riguarda anche la questione del primario gestito dai caporali, immagino…

“I caporali sono un vero e proprio cancro. Ma lì è diverso: lì vengono sfruttati i migranti invece degli italiani. Se le arance costano un euro invece di tre euro, per esempio, è perché i caporali schiavizzano gli immigrati. Ecco, anche qui servirebbe il sindacato. E poi le terre dei caporali, per come la vedo io, dovrebbero essere espropriate e messe a gestione collettiva. Anche da cooperative di lavoratori agricoli. Lo proporrò”.

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UIL Puglia: il ruolo strategico dei giovani

Uil pugliaIl ruolo dei giovani nel suo sindacato qual è?

“La UIL è uno dei pochissimi sindacati italiani, se non l’unico tra i maggiori, che ha una giovanile sindacale organica nel sindacato. Insieme ai Giovani delle ACLI e UGL giovani, peraltro, siedono al Consiglio Nazionale dei Giovani. Tramite UIL giovani ci occupiamo, appunto, delle difficoltà lavorative, di avviamento e di disoccupazione dei lavoratori under 35. E anche per le nuove professioni. Andiamo dal neoassunto al precario, dal professionista al disoccupato”.

E nel suo territorio c’è già?

“Sinceramente no, ma anche con la collaborazione coi circoli della Federazione dei Giovani Socialisti stiamo cercando di portare la UIL giovani sul nostro territorio pugliese, e io in particolare spingo per Brindisi”.

Qual è l’atteggiamento verso le nuove professioni giovanili? Non solo a quelle canoniche, ma soprattutto alle migliaia di giovani che si stanno riversando su PornHub, OnlyFans e piattaforme simili…

“Il mercato del lavoro cambia, e serve che la politica presto o tardi se ne occupi. Nel nuovo mondo stanno nascendo nuove professioni. E anche queste forme di lavoro vanno regolamentate e tutelate. In altri paesi, più moderni e civili del nostro, questo già avviene”.

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UIL Puglia: ci sono soprattutto responsabilità politiche

Prima lei accennava a responsabilità della sinistra. Quindi per lei le forze politiche di sinistra non si occupano più dei lavoratori?

“Sto notando che ultimamente si parla solo per slogan. Legati a diritti civili o temi comunque importanti. Ma non parlano davvero in senso compiuto di lavoro. E la sinistra italiana, soprattutto il Partito Socialista Italiano, è nata per altre cose. È nata con lo scopo principale tutelare i lavoratori e i diritti sociali. In parte è avvenuto tra gli anni 60 e gli anni 80, grazie a Nenni, Craxi, Moro, Fanfani. In generale, grazie al centrosinistra organico e al pentapartito. È per questo che il vecchio elettorato socialista e comunista ancora vivo oggi vota a destra: quella dà risposte chiare e piacevoli, anche se false”.

E i sindacati? Hanno delle responsabilità in questo?

“Si, se si lega all’evoluzione corporativa degli anni 90, soprattutto grazie all’incapacità della nuova sinistra post comunista. Ma la responsabilità secondo me è minore. I sindacati si sono trasformati in centri di potere per la mancanza di partiti che dettino una loro linea. Manca la rappresentanza operaia in Parlamento. Quando c’era il PSI c’era. Oggi quella voce non c’è più”.

Le parole del giuslavorista Musmeci hanno creato scandalo nei giorni scorsi. Lei cosa ne pensa?

“Conosco Niccolò e lo ammiro molto. È un compagno. La penso come lui, ma penso anche che bisogna rimanere e lottare affinché le cose cambino”.

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