Studentessa no-green pass attacca di nuovo: Carabinieri intervengono

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Universitaria no Green Pass Carabinieri intervenuti poiché richiesti dagli altri studenti presenti in aula. La lezione è iniziata in ritardo. Nella mattinata di ieri, giovedì 14 ottobre, la studentessa si è ripresentata alla sua facoltà portando con sé una ventina di sostenitori.

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Universitaria no Green Pass Carabinieri: cosa è successo?

ScuolaSilvia, studentessa presso la facoltà di Filosofia, è diventata virale negli ultimi giorni poiché ha provocato alcune controversie all’interno delle aule. Lo scorso sabato, infatti, si era chiaramente detta contraria all’utilizzo delle certificazioni verdi. La sua voce ha impedito alla professoressa di esporre la lezione agli altri studenti. La notizia, circolata per tutta Italia, ha coinvolto anche una dichiarazione della suddetta docente. “Che io abbia visto non c’è stata nessuna aggressione, soltanto uno scambio di opinioni contrastanti. Se fosse avvenuto in aula, chiaramente sarei dovuta intervenire. Ho riavuto lezione il giorno dopo e la ragazza non si è più presentata. Penso fosse la prima volta che veniva al mio corso, quantomeno in presenza.”

E poi è accaduto di nuovo, ieri mattina, giovedì 14 ottobre, presso l’Università di Bologna. Stavolta è stata seguita da una ventina di suoi sostenitori. È stata interrotta dalla prof. Luisa Lugli, la quale l’ha accusata di violare la Costituzione e ha allertato i Carabinieri, appoggiata da altri studenti. Una volta che gli animi si sono placati, la lezione è continuata tranquillamente.

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Universitaria no Green Pass Carabinieri: le denuncia annesse

Nei giorni scorsi Silvia aveva denunciato i suoi colleghi per averla insultata, i quali a loro volta l’avevano denunciata per non possedere la certificazione verde richiesta dal governo. È finita poi al centro di un ampio dibattito sui social media; ciò non è stato affatto gradito dalla madre della giovane. “Si è sentita braccata. La professoressa le ha puntato il dito contro e adesso si è scatenato il finimondo. Per noi questi controlli sono anticostituzionali e così la pensano gli studenti del gruppo di cui fa parte.”

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