Non chiamatelo utero in affitto: cos’è la GPA? Pro e contro da un’ottica femminista

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gestazione per altri

Nell’ultimo periodo, la gestazione per altri è finita sotto i riflettori dei dibattiti politici e femministi. Si è parlato di mercificazione della donna, di diritti violati, di famiglie che cambiano volto, di persone troppo ostinate a diventare genitori. Finanche una proposta di legge per rendere la Gpa un reato universale. Tuttavia, occorre riflettere su cosa intendiamo per diritti e per diritto di scelta. Soprattutto, occorre capire quanto realmente ci sta a cuore la libertà delle donne, se diventa urgenza soltanto in campagna elettorale.

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Gestazione per altri, cos’è e come funziona?

Gestazione per altriMolte parole, molti concetti, spesso, finiscono per subire una deriva semantica che ne stravolge il senso acutizzando l’aspetto dispregiativo e pericoloso. Ciò, per fare un esempio, è quanto accade alla gestazione per altri. Dai più, tale pratica, viene denominata con il costrutto utero in affitto. Una maniera poco elegante e ancor meno delicata per descrivere una pratica che porta con sé riflessioni tutt’altro che leggere. Un modo per ostracizzare una pratica di fecondazione assistita. Un modo, volendo essere generosi, di denunciare i lati oscuri dello sfruttamento delle donne e del loro corpo. Torniamo indietro e procediamo con ordine.

La GPA, disciolta in gestazione per altri, è una tecnica di procreazione medicalmente assistita. In poche parole, una donna offre il proprio utero, e quindi il proprio corpo, per portare a termine una gravidanza per conto di altri. Che essi siano coppie omosessuali, etero o persone single. La surrogazione si presenta in due forme: tradizionale, se l’ovulo fecondato appartiene alla donna che porterà a termine la gravidanza; gestazionale, se la donna porterà a termine una gravidanza in seguito all’impianto di gameti fecondati in precedenza. Uno scenario – il secondo – molto vario. Possono essere impiantati ovuli e spermatozoi dei futuri genitori. Ovuli o spermatozoi di donatori, e così via. Tuttavia, la GPA attira su di sé molteplici critiche e dissensi, perché di mezzo c’è il corpo di una donna e non sempre viene tutelato. Il dramma dov’è? La scelta, la libertà, la mercificazione.

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Se i diritti per le donne diventano materia di campagna elettorale

Gestazione per altriLo scorso 21 aprile, la Commissione Giustizia della Camera ha preso in adozione una proposta di legge allarmante. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni ha presentato una proposta volta a rendere la GPA un reato universale. Sia che essa sia svolta in Italia o all’estero. Nel nostro Paese, la gestazione per altri è vietata dalla legge n° 40 del 19 febbraio 2004. Norme in materia di procreazione medicalmente assistita. L’articolo 12, comma 6 recita: “Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro». Dopo la prima proposta di Mara Carfagna, nel 2020, quella di Meloni pretende che le pene si applichino anche se il fatto è commesso all’estero.

In 18 anni, sono cambiate tante cose, molte pratiche di fecondazione assistita sono oggi riconosciute come legali. Tuttavia, resta una forte reticenza nei confronti della gestazione per altri. La proposta di Meloni è stata appoggiata da diverse forze politiche di destra. Una destra che si dice preoccupata per le famiglie, per i diritti dei bambini e delle donne. La stessa destra che storce il naso all’aborto e che, ora, muove proposte dal sapore propagandistico da campagna elettorale. Inoltre, parlare di reato universale è inammissibile e inattuabile. Secondo il diritto internazionale, uno Stato può considerare reato un atto compiuto in un Stato straniero laddove anche tale Stato consideri reato l’atto compiuto. Per tale ragione, se una coppia italiana ricorre alla GPA, per esempio in Portogallo dove è legalmente riconosciuta, non può essere punita al rientro in Italia.

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Cosa ne pensa il femminismo della GPA?

Gestazione per altri

Vecchia e nuova guardia, femminismo radicale e intersezionale. Qualunque sia la corrente di pensiero e di azione, la maternità surrogata ha da sempre diviso le file del femminismo. Oltre alla denominazione utilizzata per la scelta dei gamenti, la GPA si divide in: retributiva, se la donna riceve un compenso monetario in cambio della gravidanza; solidale, se la donna, invece, offre il suo corpo in altruismo, senza remunerazione. Una parte del femminismo è fermamente contraria a qualsiasi forma di maternità surrogata, Anche se viene praticata per solidarietà. Il perché è molto chiaro. La paura si rivolge all’abuso del copro delle donne. Molte non hanno davvero scelta e sono spinte, dalle condizioni, a offrire il proprio corpo per barattare una gravidanza con dei soldi. Non solo, sfruttamento, mancanza di legittimazione e di rispetto.

L’altra parte del femminismo, invece, vede nella possibilità di scelta l’autodeterminazione dei diritti delle donne. Questa parte considera la GPA soltanto in forma solidale, aborrendo la forma retributiva. Le motivazioni si appoggiano sui tanti benefici che può comportare tale aiuto per diverse coppie. In primis, le coppie omosessuali, che diversamente non potrebbero generare figli. Sorprendentemente, però, su 10 coppie che ricorrono alla GPA, 7 sono eterosessuali. Tanti sono i casi di infertilità o dove uno dei due genitori è portatore di malattie genetiche. Altre donne, invece, non riescono a portare a termine una gravidanza. Altre ancora nascono senza utero, sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser.

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Gestazione per altri nel mondo, tra altruismo e sfruttamento

gestazione per altriLa gestazione per altri è una pratica diffusa in tutto il mondo, sebbene con delle limitazioni nella pratica. USA, Sud Africa, Bielorussia, Russia e Ucraina sono l’eccezione dove viene garantita sia la pratica remunerativa sia quella solidale. Diversa la rotta del Portogallo, della Gran Bretagna, del Belgio, di Australia, Danimarca, Grecia e Ungheria. In tutti questi Paesi la GPA è legale soltanto in forma solidale. India e Thailandia sono casi particolari. L’India era una delle mete preferite, ma dal 2015, soltanto i residenti possono accedervi. Idem per la Thailandia. È, invece, vietata in Francia, Germania, Italia e Spagna.
Tuttavia, i prezzi per accedere alla GPA sono davvero molto elevati e spesso affrontabili da chi è benestante. Introdurre la retribuzione monetaria è il problema maggiore. Qui inizia lo sfruttamento, la mercificazione del corpo. Come il caso delle donne ucraine fatte scappare dalla guerra per portare a termine la gravidanza.

In questo e in molti casi, la donna è vincolata a un contratto. Su molti corpi su lucra e su molti bambini. Ma va tenuta conta anche la scelta delle donne. Se la GPA è solidale, altruistica, allora vietare la pratica sarebbe il vero abuso. Vietare la tanto reclamata libertà di scelta. Una quarta proposta prevede di permettere alle coppie italiana di usufruire della GPA all’estero, solo se solidale. Tale è stata depositata nell’aprile 2021 dai deputati Guia Termini, Doriana Sarli, Riccardo Magi, Nicola Fratoianni ed Elisa Siragusa e promosso dall’associazione Coscioni e Certi Diritti. Lo scopo è di tutelare i bambini nati dalla GPA. Se una volta rientrati in Italia i genitori venissero puniti con il carcere, chi si prenderebbe cura di quei bambini? È così che la destra intende aiutare donne e bambini?

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