Varianti Covid, cala efficacia del vaccino? La più pericolosa è sudafricana

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Vaccino efficacia varianti – un argomento che desta notevoli preoccupazioni in scienziati e medici. Le mutazioni del Coronavirus rappresentano un pericolo da non sottovalutare. Le caratteristiche di ognuna, infatti, potrebbero rendere inefficace il farmaco vaccinale. Che gli sforzi di tante persone per produrre i vaccini siano stati del tutto inutili?

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Vaccino efficacia varianti: la mutazione di fuga

Coronavirus test sierologiciPer rispondere alla domanda sopracitata, è necessario fare una precisazione. La mutazione che preoccupa maggiormente medici, scienziati ed esperti in materia è una in particolare. È l’E484K, posizionata sulla proteina S del virus, la sostituzione dell’acido glutammico (E) con la lisina (K) nella posizione 484. In parole più semplici, è un mutamento genetico in grado di abbattere le difese immunitarie. Per questo motivo, spesso ci si riferisce all’E484K con il ‘soprannome’ di variante di fuga. L’inefficacia dei batteri immunitari di fronte a questa minaccia, annulla di conseguenza il corretto funzionamento dei vaccini. Ad affermare tutto ciò sono il professor Gupta dell’Università di Cambridge e il professor Young dell’Università di Warwick. Questa particolare mutazione è contenuta in alcune delle varianti che stanno rapidamente facendo il giro del mondo.

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Efficacia del vaccino diminuisce: quali sono le varianti coinvolte?

ModernaVaccino efficacia varianti, come detto, intimorisce gli scienziati. I farmaci per combattere l’epidemia, dunque, potrebbero risultare inefficaci se iniettati in pazienti affetti da una mutazione da Coronavirus. La prima variante che metterebbe il vaccino KO è quella sudafricana. Questa non solo è formata dall’E484K, ma contiene anche la K417N e la N501Y, che permette al virus di spargersi con molta più velocità. La mutazione N501Y è presente anche nella variante inglese, motivo per cui questa è molto più diffusa rispetto alle sorelle. Se ne trova traccia anche nella variante brasiliana, che nelle ultime settimane sta mangiando la popolazione dell’Amazzonia. Proseguendo, pochi mesi fa è stata individuata la mutazione B.1.525, meglio nota come variante scozzese; anche questa contiene l’E484K. Rimanendo nel Regno Unito, di recente sono state scoperte le varianti di Bristol e di Liverpool, entrambe contenenti la mutazione della proteina S. Infine, negli Stati Uniti si sta velocemente diffondendo la variante di New York. Tra le numerose mutazioni (tra cui l’E484K per l’appunto), essa presenta anche la S477N. Questa è attualmente oggetto di studio per gli esperti, pertanto non sono ancora ben chiari i rischi che comporta.

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