Vaccino Sanofi supera la fase 2 di sperimentazione: sul mercato entro l’anno

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Il vaccino Sanofi si appresta a entrare nel pantheon dei sieri anti-Covid entro la fine del 2021. Elevata efficienza nella produzione di anticorpi e efficacia contro le varianti – ecco gli ingredienti per il successo del nuovo vaccino.

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Vaccino Sanofi: al via la fase 3 della sperimentazione

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Dalla pagina Facebook ufficiale Sanofi Italia

Il panorama dei sieri vaccinali si amplia con un nuovo vaccino anglo-francese, frutto della collaborazione delle aziende GlaxoSmithKline (inglese) e Sanofi (francese). Il siero della multinazionale francese si appresta a iniziare la fase 3 della sperimentazione ed entro fine anno dovrebbe poter essere commercializzato. I risultati della seconda fase di sperimentazione mostrano infatti dati molto positivi. “Sappiamo che saranno necessari più prodotti, soprattutto perché le varianti continuano a emergere e aumenta la necessità di vaccini efficaci e di richiamo che possono essere conservato a temperature normali”, ha spiegato Thomas Triomphe, vicepresidente esecutivo e responsabile globale di Sanofi Pasteur. “Con questi risultati favorevoli siamo pronti per passare a uno studio globale sull’efficacia di fase 3. Non vediamo l’ora di produrre dati aggiuntivi. Lavoreremo con i nostri partner in tutto il mondo per rendere disponibile il nostro vaccino il più rapidamente possibile”.

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I risultati positivi della fase 2

Tir vaccini Napoli, vaccino sanofi

Il nuovo siero anglo-francese sarebbe in grado di produrre una forte risposta immunitaria negli adulti di tutte le fasce d’età. I dati intermedi indicano infatti “una sieroconversione dal 95% al 100% dopo la seconda iniezione.” Tale risultato positivo si è riscontrato in tutti i gruppi di età (da 18 a 95 anni) e con tutte le dosi. Già dopo la prima iniezione, il prodotto ha indotto “alti livelli di anticorpi neutralizzanti nei partecipanti con evidenza di una precedente infezione da Sars-CoV-2”. Questo renderebbe il candidato particolarmente adatto a diventare vaccino di richiamo. Ne attesterebbe inoltre l’efficacia contro le nuove varianti del virus che si stanno diffondendo a macchia d’olio.

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