Covid, terza dose ai soggetti fragili. Oms dice no: “Così favoriamo varianti”

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Vaccino terza dose in Italia si farà a partire dal mese di ottobre. Da ciò che emerge da una dichiarazione di Figliuolo, sembrerebbe che esista già un piano per le somministrazioni. I primi a ricevere il farmaco anti-Covid per la terza volta saranno i soggetti fragili, andando così a richiamare il sistema di immunizzazione adottato a partire dal gennaio scorso.

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Vaccino terza dose: il via da ottobre?

Vaccino Covid FigliuoloIl Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus, Figliuolo, ha rivelato che esiste una riserva disponibile di dosi e che è possibile fare delle ordinazioni. Ciò rende più concreto il piano di somministrazione dei vaccini contro il Covid-19. A partire da ottobre, l’Italia ha intenzione di proporre un terzo siero per i cittadini più fragili. Si inizierà con coloro che hanno ricevuto dei trapianti, poi con i malati patologici e a seguire gli anziani. Le marche coinvolte nella terza dose saranno Pfizer e Moderna. Ma tutto ciò accadrà unicamente se, entro l’inizio dell’autunno, la percentuale di popolazione vaccinata salirà fino all’80%. I dati, ora come ora, promettono molto bene.

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Vaccino terza dose: l’OMS dice “No!”

spostamento regioni, passeggero volo positivo, cts lockdown, decreto draghi, coppia italiani indiaMa l’Organizzazione Mondiale per la Sanità si oppone fortemente alla decisione di somministrare le terze dosi di vaccino. Oltre all’Italia, infatti, anche la Germania, il Regno Unito e la Francia – subito dopo gli studi condotti in Israele – si sono mostrati interessati al nuovo piano vaccinale. Soumya Swaminathan, chief scientist, ha lasciato un’importante dichiarazione. “Ci opponiamo fermamente alla terza dose per tutti gli adulti nei paesi ricchi. Non aiuterà a rallentare la pandemia. Togliendo dosi alle persone non vaccinate, i booster favoriranno l’emergere di nuove varianti. A darle man forse è stato Bruce Aylward: “Ci sono abbastanza vaccini per tutti. Ma non stanno andando nel posto giusto al momento giusto. Due dosi devono essere date ai più vulnerabili in tutto il mondo prima che i richiami vengano dati a chi ha completato il ciclo. E siamo ben lontani da questa situazione”.

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