Le librerie spesso possono conservare dei veri e propri tesori. Ed uno di questi tesori è da poco venuto alla luce di recente a New York. Un vecchio e inedito Valzer di Chopin è stato ritrovato, scritto su un fogliettino poco più grande di un bigliettino da visita, all’interno dei caveau della Morgan Library & Museum. Il ritrovamento è stato fatto dal curatore del museo Robinson McClellan. L’uomo era impegnato a esaminare una collezione quando si è imbattuto nel documento catalogato col numero 147
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Il “nuovo” valzer di Chopin tra stupore e scetticismo

E’ chiaro che il ritrovamento dello spartito è stato accolto con clamore dal pubblico interessato. Molti esperti di musica classica però hanno storto il naso. Il loro scetticismo è comunque comprensibile. Di Chopin, morto prematuramente a 39 anni e il cui cuore è ancora conservato sotto alcool in una chiesa di Varsavia, sono conosciute circa 250 opere.
Di queste molto poche sono databili tra il XX e il XXI secolo. Questa rarità spinge gli esperti a prendere la notizia coi guanti. Stando a quanto si apprende lo spartito faceva parte della collezione privata del direttore della New York School of Interior Design. Alla morte del direttore l’intera collezione è passaa a Arthur Satz. Il quale ha poi deciso di lasciarla in eredità all’archivio di Manhattan nel 2019. Poco dopo la pandemia che ha ritardato l’inventario della collezione fino alla primavera di quest’anno quando, di fatto, l’incredibile Valzer è stato scoperto.
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Gli esami che certificheranno l’originalità del ritrovamento
Per poter accertare definitivamente l’originalià dello spartito si dovranno attendere l’esame della carta e dell’inchiosto. Ciò che si sa è che il documento è stato prodotto su carta vergata tramite una macchina con inchiostro ferro-gallico. Risalirebbe al XIX secolo, un periodo nel quale il presunto autore dell’opera era appena ventenne. Alcuni esperti però, a una prima analisi, hanno trovato molte similitudini con le opere di Chopin come l’utilizzo della tonalità La Minore. Ma ci sono indizi che potrebbero far pensare anche che non sia il suo. L’attacco del brano per esempio non sarebbe “alla Chopin” e inoltre il compositore non ha firmato lo spartito. Il suo nome appare sull’opera ma sarebbe stato aggiunto da una terza persona non identificata































