Variante Covid: possibilità di ricontagio per chi ha già contratto il virus

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Variante covid

Di norma ogni virus per sopravvivere muta. Dopo la variante Covid inglese e sudafricana si aggiunge quella brasiliana. Arriva anche l’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) che chiede di raccogliere le sequenze genetiche delle nuove varianti. Il Comitato dell’Oms ha anche esortato a dare un nuovo nome alle varianti senza riferimenti geografici. 

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Variante Covid brasiliana, inglese e sudafricana 

varianti covidUna cosa su cui gli scienziati e virologi sono in pieno accordo è che tutti i virus mutano, nessun eccezione nemmeno per SARS-CoV-2. Da inizio pandemia, solo in Italia sono stati isolati 13 ceppi

La prima mutazione degna di nota è stata quella inglese. Comparsa in Gran Bretagna è nota con le sigle 20B/501YD1 oppure B.1.1.7. Finora identificata in 33 paesi, è caratterizzata da ben 23 mutazioni, 14 delle quali sono localizzate sulla proteina Spike. Ad oggi in Italia sono stati rilevati circa 20 casi. La mutazione ha reso il virus più contagioso.

Isolata ad ottobre la variante sudafricana è caratterizzata da una maggiore capacità di contagio e da una carica virale più alta. Mentre l’ultima mutazione, quella brasiliana, è stata isolata il 6 gennaio dall’Istituto nazionale giapponese per le malattie infettive (NIID). Indicata con la sigla B.1.1.248, è composta da da 12 mutazioni concentrate sulla principale arma del virus, la proteina Spike. Tra le 12 mutazioni ci sono le due già note per rendere il virus più efficace nel contagiarsi, chiamate N501Y e E484K.

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Variante Covid: il primo caso aveva già contratto il Covid

Variante covidIl primo caso, proveniente dal Brasile, è un paziente che ha già avuto l’infezione da Covid-19. La Fondazione di vigilanza sanitaria locale ha infatti riferito che il paziente dello Stato di Amazonas è stato contaminato due volte dal ceppo del virus recentemente rilevato in Amazzonia. L’uomo, sottoposto a due tamponi molecolari in un periodo di 90 giorni, è ora sotto osservazione. “I campioni rilevati sono stati sottoposti ad analisi della sequenza genetica” ha riferito Felipe Naveca, ricercatore della Fondazione Fiocruz statale.

La variante brasiliana sembra essere una mutazione abbastanza significativa. Arrivano notizie di persone che si sono reinfettate in un tempo anche breve. Il virus ha circolato in maniera indisturbata, evidentemente riesce a sfuggire al nostro sistema immunitario. È chiaro che queste mutazioni vanno adeguatamente e meticolosamente studiate anche in Italia perché il virus sta circolando“. Queste le parole di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente dell’Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

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