Vaticano contro il Ddl Zan, quando la Chiesa dimenticò la laicità dell’Italia

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Vaticano Ddl Zan

Vaticano Ddl Zan da rivedere, la Santa Sede così interviene nelle questioni parlamentari dello Stato italiano. La comunicazione arriva tramite nota verbale: la Chiesa vede minata la propria libertà di “organizzazione”. Il decreto legge contro le discriminazioni violerebbe il Concordato. L’intervento ha sollevato polemiche e disapprovazioni, fino a dividere la politica sulla calendarizzazione del Ddl. Draghi in Parlamento parla sommesso: “l’Italia è un paese laico.”

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Vaticano Ddl Zan e il Concordato del 1984, la nota che stona

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Una nuova data si aggiunge alle pagine della storia, il 17 giugno 2021: il giorno in cui la Chiesa intervenne nell’approvazione di una legge italiana. Un primato storico che non ha precedenti, almeno non in forma pubblica.
Una settimana fa, dunque, il Segretario vaticano per i rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher, presentandosi in ambasciata italiana, ha consegnato al consigliere una nota verbale. Con apposita firma dello stesso, la Chiesa contesta il testo di legge poiché intaccherebbe gli accordi del Concordato tra i due Stati.

Vaticano DDL Zan – Cosa sono i Patti Lateranensi?

Il Vaticano ha impugnato un’arma che ha origini nel secolo scorso. Nel 1929, a Palazzo del Laterano a Roma, Stato italiano e Santa Sede sottoscrissero quelli che furono denominati “Patti Lateranensi”. Un trattato che riconosceva allo Stato Pontificio la sovranità e l’indipendenza, nei confini territoriali dello stesso. A ciò si aggiunsero due atti. La Convenzione finanziaria, atto di natura economica che concedeva l’espropriazione dei beni e risarciva la Chiesa dalla Questione Romana. Il Concordato, atto giuridico che regolava la materia civile e religiosa, e la relazione tra Stato italiano e Chiesa italiana. Esercizio del culto, insegnamento religioso confessionale nelle scuole, riconoscimento degli effetti civili del matrimonio cattolico. Tra le varie cose.

Un accordo stipulato in tempi fascisti e rivisto, nel suo anacronismo, nel 1984 da Craxi e Casaroli. I Patti diventano 14 articoli e un protocollo di 7 punti. Tra le modifiche essenziali vi fu il riconoscimento di altri culti. Di fatto, veniva rimossa la clausola che definiva il cattolicesimo come religione di Stato.

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Vaticano Ddl Zan, le contestazioni della Santa Sede

Vaticano Ddl ZanAlcuni contenuti attuali della proposta legislativa in esame presso il Senato riducono la libertà garantita alla Chiesa Cattolica dall’articolo 2, commi 1 e 3 dell’accordo di revisione del Concordato“. Il comma 1 concede alla Santa Sede “libertà di organizzazione, di pubblico esercizio di culto, di esercizio del magistero e del ministero episcopale“. Il comma 3, invece, assicura “ai cattolici e alle loro associazioni e organizzazioni la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione“.

La Santa Sede vede minacciate alcune delle libertà ottenute dall’atto giuridico di intesa fra Stati.
Prima fra tutte il libero pensiero, questo renderebbe reato le posizioni deliberatamente omofobe di alcuni sacerdoti. 
Ancora, fra le libertà che la Chiesa sente violate vi è, all’articolo 7 del Ddl Zan, la richiesta di istituire una Giornata nazionale contro l’omofobia, la bifobia, la lesbofobia e la transfobia. Lo Stato Pontificio vede colpita l’autonomia delle scuole cattoliche. In questo caso infatti dovrebbero organizzare iniziative che risulterebbero contrarie alla dottrina e al pensiero episcopale.

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Se la Chiesa dimentica quel che professa

Vaticano Ddl ZanIl Ddl Zan, all’articolo 4, garantisce la libera espressione e la pluralità di idee. Ciò che viene richiesto è che tali idee non determino istigazione o compimento di atti discriminatori o violenti. La legge in estensione alla legge Mancino del ’93, intende abbattere odio e violenza. Una protezione per le scelte individuali e di culto, come la fede. Per le diversità che non abbiamo scelto, ma che ci rendono uguali:

  • Il sesso di nascita;
  • Il genere a cui si sente di appartenere;
  • L’orientamento sessuale che muove attrazione e amore;
  • L’etnia e il colore della nostra pelle;
  • Un corpo con forme proprie e bellissime;
  • La libertà di esprimere la propria natura, garantendo gli stessi diritti per chiunque.

Il Vaticano dovrebbe agire nella medesima direzione: in difesa della sacralità dell’uguaglianza e dell’amore indiscusso verso chiunque. Senza differenza alcuna.
“‘Amerai il prossimo tuo come te stesso’. Non c’è altro comandamento più importante di questoMarco 12, 31. “Amatevi l’un l’altro di cuore, intensamente1 Pietro 1, 22. “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Com’io v’ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.Giovanni 13, 34-35. “Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore, come dimora in lui l’amore di Dio?1 Giovanni 3, 17.

Versi che preti, sacerdoti, vescovi, chiunque appartenga alla Santa Sede ha letto almeno una volta nella vita. Gli articoli del Concordato sanciscono libertà di culto e di esercizio della fede. Allora, quanto può essere efficace tale arma se la Chiesa dimentica quel che professa?

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Vaticano Ddl Zan, Draghi in Parlamento: “l’Italia è uno stato laico”

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Senza voler entrare nel merito della questione, rispetto agli ultimi sviluppi voglio dire che il nostro è uno stato laico, non è uno stato confessionale. Quindi il Parlamento è libero di discutere“. Queste le parole di Mario Draghi in Parlamento. La giornata del 23 giugno 2021, segna la risposta dell’Italia al Vaticano. Una risposta diplomatica che delimita lo spazio d’azione nei confini italiani. Senza ingerenze o valicazioni altrui. “Il nostro ordinamento contiene tutte le garanzie per verificare che le nostre leggi rispettino sempre i principi costituzionali e gli impegni internazionali, tra cui il Concordato con la Chiesa. Il governo non entra nel merito della discussione. Questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo“.

Tuttavia, non bastano le parole del Capo del Governo a calmare le acque turbolente della politica nostrana. I nostri rappresentanti si dividono, ancora: da una parte un Pd, M5S, LeU e Iv, dal fronte opposto Lega e Fdi.

Vaticano DDL Zan: la replica del Segretario di Stato

Intanto la Chiesa replica. Il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, chiarisce le posizioni. “Non è stato in alcun modo chiesto di bloccare la legge”. Poi ritorna a riformulare. “Siamo contro qualsiasi atteggiamento o gesto di intolleranza o di odio verso le persone a motivo del loro orientamento sessuale, come pure della loro appartenenza etnica o del loro credo”. E poi: “La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero derivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al momento giudiziario la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è.” Un concetto di discriminazione, per la Chiesa, troppo vago.
In conclusione, l’intenzione è di proteggere idee divisorie o di salvaguardare, realmente, l’unicità dell’esistenza umana?

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