Vesuvio, siamo davvero preparati a una sua eventuale eruzione?

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Vesuvio

“Sterminator Vesevo”! Lo definiva cosi Giacomo Leopardi ne La ginestra. Così affascinante da ergersi a simbolo indiscusso di Napoli (leggi anche Lungomare: Napoli si rifà il look, tra tradizione e modernità) ma allo stesso tempo cosi spaventosamente sottovalutato. Cittadini e autorità sembrano essersi dimenticati del grande rischio che riguarda tutta l’area vesuviana.
Una spada di Damocle che pende sulla testa di 700mila persone. Si discute da anni di prove di evacuazione, ma alle parole non si è mai dato un seguito. Mai una prova di evacuazione generale, sporadiche o nulle quelle di edifici pubblici (scuole e ospedali in primis). Per questa ragione informiamo i nostri lettori su cosa bisognerebbe fare in caso di un’eruzione del Vesuvio. In mancanza di atti pratici da parte delle autorità risulterà fondamentale conoscere come comportarsi in quel caso.

Rischio Vesuvio: zona gialla

VesuvioIl territorio vesuviano è stato diviso in una zona gialla e in una zona rossa. La zona gialla (in cui si trova anche Pomigliano d’Arco, esclusa l’enclave di Sant’Anastasia che appartiene alla zona rossa) è quella esposta alla ricaduta di cenere e lapilli.

Gli altri comuni che rientrano in questa zona sono: Agerola, Angri, Avella, Baiano, Bracigliano, Brusciano, Camposano, Carbonara di Nola, Casalnuovo di Napoli, Casamarciano, Casola di Napoli, Castel San Giorgio, Castellammare di Stabia, Castello di Cisterna, Cava de’ Tirreni, Cimitile, Comiziano, Corbara, Domicella, Forino, Gragnano, Lauro, Lettere, Liveri, Mariglianella, Marigliano, Marzano di Nola, Mercato San Severino, Meta, Monteforte Irpino, Moschiano, Mugnano del Cardinale, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Nola, Pagani, Pago del Vallo di Lauro, Pimonte, Positano, Quindici, Ravello, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Paolo Bel Sito, San Valentino Torio, San Vitaliano, Santa Maria la Carità, Sant’Antonio Abate, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Saviano, Scala, Scisciano, Siano, Sperone, Striano, Taurano, Tramonti, Tufino, Vico Equense, Visciano e Volla.

Del Comune di Napoli rientrano le circoscrizioni di Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio

In questi territori potrebbe essere necessario l’allontanamento temporaneo della popolazione che risiede in edifici resi vulnerabili o difficilmente accessibili dall’accumulo di ceneri. Tuttavia, le strategie operative definite nei piani di emergenza dovranno essere diversificate e “dinamiche”. Infatti l’area esposta alla ricaduta di ceneri non è individuabile a priori, ma solo a evento in corso, in base alla direzione del vento e all’effettiva scala dell’evento vulcanico.

Zona Blu. La zona blu ricade all’interno della zona gialla, ma è più pericolosa. Corrisponde infatti alla “conca di Nola” che, per le sue caratteristiche idrogeologiche, potrebbe essere soggetta a inondazioni e alluvionamenti oltre che alla ricaduta di ceneri e lapilli.

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Rischio Vesuvio: zona rossa

La zona rossa è l’area da evacuare in caso di ripresa dell’attività eruttiva del Vesuvio. Qui c’è un’alta probabilità di invasione da parte di flussi piroclastici ed elevato rischio di crolli delle coperture degli edifici per accumuli di depositi di materiale piroclastico. Comprende alcuni comuni delle province di Napoli e Salerno. Tali comuni sono stati gemellati con un’altra regione che in caso di eruzione, ne accoglierà gli abitanti. Nell’immagine sotto potrete vedere i comuni della zona rossa con i relativi gemellaggi. Vesuvio

 

Rischio Vesuvio: i livelli di allerta

  • BASE: nessuna variazione significativa dei parametri. Il vulcano rimane dormiente.
  • ATTENZIONE: si verifica una variazione significativa dei parametri. Ma la probabilità di un’eruzione rimane BASSA.
  • PREALLARME: si verifica un’ulteriore variazione dei parametri controllati. In questa fase la probabilità di eruzione è MEDIA.
  • ALLARME: si ha la comparsa di fenomeni tipici vulcanici e/o il verificarsi di parametri che indicano una dinamica pre-eruttiva. Ovviamente ci sarà una probabilità di eruzione ALTA

EVENTO IN CORSO!

VesuvioLa fase di attenzione può essere sancita dal capo dipartimento della protezione civile, il pre-allarme e l’allarme vulcanico devono essere dichiarati dal Presidente del Consiglio del Ministri, dopo che ha sentito il presidente della Regione Campania. Se non si attueranno soluzioni e piani di evacuazione degni di tal nome pagheremo sicuramente la nostra superficialità di aver costruito intere città ai piedi del Vesuvio.

 

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