Vesuvio, modifiche al piano di evacuazione: gli sfollati restano in Campania?

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Ci potrebbe essere un cambio di rotta sul piano di evacuazione della Regione Campania in caso di eruzione del Vesuvio. (Leggi anche – Siamo davvero preparati a una eventuale eruzione?) Si fa sempre più concreta l’idea che, in caso di evacuazione della zona rossa dell’area vesuviana interessata dal rischio eruzione, i trasferimenti siano all’interno della Campania e non più nelle altre regioni d’Italia.

Vesuvio, modifiche al piano di evacuazione: la proposta

VesuvioLo scorso febbraio La VII Commissione permanente del Consiglio regionale (Ambiente e protezione civile) ha infatti approvato un documento che impegna la Giunta regionale a convocare un tavolo tecnico con la Protezione civile per l’aggiornamento del Piano di evacuazione dell’area vesuviana. Secondo questo principio si è previsto che i gemellaggi dei Comuni chiamati a ospitare gli abitanti sfollati della zona rossa in caso di eruzione avvengano all’interno del territorio regionale”. Lo scopo è quello di:

  •  ridurre i centri decisionali per la gestione del rischio;
  •  limitare i fenomeni di spopolamento di diverse aree del territorio regionale;
  • favorire processi sinergici di crescita economicaculturale e sociale che mitighino, nel contempo, il rischio vulcanico”.

La proposta nasce dall’impegno di un gruppo di imprenditori casertani, guidati da Vincenzo Coronato, che da molti anni sono impegnati su questi temi attraverso la fondazione «Convivenza Vesuvio».

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“Convivenza Vesuvio”

Informa Press ha contattato Vincenzo Coronato, presidente della fondazione, che ci ha spiegato nei dettagli tale proposta.

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Foto da Facebook Fondazione Convivenza Vesuvio

Sig. Coronato, perché nasce Convivenza Vesuvio?

La Fondazione Convivenza Vesuvio nasce con l’obiettivo della salvaguardia del capitale umano, economico, professionale, finanziario della zona. Si calcola che nella zona rossa ci siano circa 700 mila buoni postali, 180 c.c. postali oltre quelli bancari. Se venissero trasferiti in altre regioni è chiaro che si verificherebbe un danno economico incalcolabile per la Campania. Cerchiamo quindi di trasformare un’emergenza in opportunità di sviluppo!

La Fondazione Convivenza Vesuvio nasce da Progetto Vesuvio. In tale progetto quali sono le proposte per i nuovi gemellaggi?

I gemellaggi devono avvenire all’interno della Regione Campania. Precisamente con uno scavalco di 40 km dalla zona rossa, nella direzione dei comuni delle Province di CE-SA-BN-AV, soggetti a spopolamento e con surplus abitativi rispetto alle famiglie residenti. La Fondazione, tramite il nostro Comitato Strategico/Scientifico, ha censito 150.000 abitazioni in surplus nelle suddette Province di accoglienza.

Scopri le proposte dei nuovi gemellaggi territoriali

State spingendo anche per effettuare esercitazioni?     

Sì, da sviluppare in due fasi.

 Prima Fase – Gemellaggi secondo criteri di vicinanza e di accessibilità con l’attuale rete viaria.

Seconda Fase – Organizzare esercitazioni annuali della durata di un giorno, sotto la supervisione della Protezione Civile, coinvolgendo quarantamila persone che raggiungono i comuni di accoglienza gemellati con le proprie auto (i cittadini vesuviani posseggono 2,5 auto per nucleo familiare). A seguito di nostre sollecitazioni epistolari oggi anche il Dipartimento Nazionale di Protezione condivide l’allontanamento con le proprie auto per farsi carico solo della parte residuale della popolazione.

Quale sarà l’iter che la proposta dovrà affrontare per essere eventualmente  approvata?

Attualmente la proposta è stata approvata in Commissione Ambiente e inoltrata al Consiglio Regionale per l’approvazione. Dopo sarà possibile attivare la Prima e Seconda Fase.

Informa Press ringrazia Vincenzo Coronato per la disponibilità e la cortesia dimostrata!

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