Vietato nuoto transgender, la decisione della FINA: “Sesso biologico è determinante”

0
129
Nuoto transgender
Dal profilo Facebook ufficiale

Nuoto transgender – La Federazione Internazionale degli Sport Acquatici ha limitato l’accesso delle donne trans per le categorie femminili. Nello specifico, il divieto riguarda coloro che non hanno iniziato la transizione prima dei 12 anni di età. La FINA ha anche espresso la volontà di aprire un’ulteriore categoria di gara per tutte le atlete trans.

Ti consigliamo come approfondimento – Dipendente lesbica maltrattata e licenziata dalla Lidl. L’azienda la risarcisce

Vietato nuoto transgender: il parere dei consulenti scientifici

Nuoto transgender
Dalla pagina Facebook ufficiale di Federica Pellegrini

Nuoto transgender – Dal 17 giugno 2022 al 4 luglio 2022 sono in atto i mondiali di nuoto, gestiti dalla FINA (Federazione Internazionale degli Sport Acquatici). Negli ultimi giorni, al di là dei risultati degli atleti, i mondiali di nuoto hanno generato parecchie critiche.

Nella giornata di domenica 19 giugno, la FINA ha introdotto un divieto riguardante le donne transgender. Si tratta, cioè, di persone che si identificano come donne pur essendo nate di sesso maschile. Nello specifico, è stato vietato a tutte le donne, che non hanno iniziato la transizione prima dei 12 anni di età, di gareggiare insieme alle cisgender. Il divieto è entrato in vigore nella giornata di lunedì, 20 giugno 2022.
Secondo i consulenti scientifici della FINA, l’aver vissuto la pubertà maschile prima della transizione potrebbe portare un vantaggio fisico in gara. Ciò significa che chi ha iniziato la transizione dopo una certa età potrebbe avere un vantaggio in gara rispetto alle atlete cisgender.

Ti consigliamo come approfondimento – Internet down in tutta Italia, perché molti siti non si caricano?

Nuoto transgender: il caso di Lia Thomas

Nuoto transgender
Dal profilo Facebook ufficiale

Nuoto transgender – Quello della partecipazione delle donne trans alle competizioni femminili è un tema dibattuto da tempo. In modo particolare, la FINA si è interrogata sulla questione dopo gli ultimi sviluppi. Infatti, negli ultimi giorni hanno suscitato grande impressione i risultati ottenuti dalla nuotatrice transgender Lia Thomas.
È proprio da lì che si sono alimentate le domande circa la validità della partecipazione alle gare delle donne transgender. Per questo motivo, il divieto imposto dalla FINA è entrato in vigore nella giornata di lunedì 20 giugno 2022. “Il voto, che ha ottenuto il 71,5 % dei favorevoli, ha avuto luogo dopo che il Congresso ha ascoltato il rapporto redatto da una ‘commissione’ composta da tre gruppi di specialisti: un gruppo di atleti, un gruppo medico e scientifico e un gruppo legale e per i diritti umani”. Così si legge sul profilo Instagram della rivista Gay.it.

Ti consigliamo come approfondimento – Napoli, i pizzaioli rispondono a Briatore: “Oggi  pizza a portafoglio gratis!”

Nuoto transgender: divieto imposto solo alle gare internazionali

Nuoto transgenderNuoto transgender – Il divieto imposto dalla FINA, al momento, è riservato esclusivamente alle competizioni internazionali. Secondo l’opinione pubblica, tuttavia, questa decisione potrebbe essere adottata anche da federazioni sportive più piccole.
La decisione riguardante i mondiali di nuoto ha spinto la Federazione Internazionale degli Sport Acquatici ad esprimere una volontà particolare. Si tratta di una probabile apertura di una categoria a parte per le atlete trans che non hanno i requisiti necessari per gareggiare nelle categorie femminili.
Tanti sono i gruppi di attivisti e le organizzazioni per i diritti delle persone trans nello sport che hanno criticato la decisione. “Il sesso biologico è una determinante chiave per le prestazioni atletiche. Il divario che si crea in esse è dovuto anche alle differenze di sesso che emergono all’inizio della pubertà”. Tuttavia, secondo molti tale mossa ha in sé solo discriminazioni e classismo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

tredici − 6 =