Vino alla marijuana: si chiama “Mary Jane” e viene dalla California

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Vino

Si chiama “Mary Jane”, ha un colore verde brillante e un costo elevato: è il vino alla marijuana che proviene dalla California. Qui, e in molte altre zone degli Stati Uniti, la cannabis è legale e acquistabile attraverso la prescrizione medica. Nonostante alcuni Stati abbiano istituito leggi che proibiscono di mescolare la cannabis all’alcol, in California non c’è alcun limite del genere. Così un’azienda specializzata in prodotti contenenti cannabis ha realizzato questo particolare vino attraverso l’infusione della marijuana.

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Vino alla marijuana: le peculiarità

VinoIl vino è realizzato con una tecnica specifica, affinata dallo chef Herb Seidel. Consiste nell’introdurre le cime di marijuana all’interno di bottiglie di vino, per poi lasciarle macerare. Con l’infusione, l’erba rilascia i suoi principi attivi e la clorofilla, che conferisce alla bevanda il caratteristico colore verde brillante.

Secondo alcuni sommelier, i vini che si abbinano meglio alla cannabis sono il Prosecco e lo Chardonnay. Molti considerano migliore l’accostamento con la birra.

“Mary Jane” è diverso dal cosiddetto pot wine – ovvero il “vino corretto alla cannabis” – anch’esso, per ora, non adatto a un commercio su larga scala. Questo sia per le leggi che ne regolamentano la diffusione sia per il costo. Il prezzo, infatti, si aggira tra i 100$ e i 400$ a bottiglia da 30cl. Tuttavia alcune aziende già pensano a una versione low cost del vino, per un “Mary Jane” alla portata di tutti.

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Canapa, cannabis, marijuana: differenze e usi

Canapa e cannabis fanno parte della stessa famiglia botanica, le Cannabaceae. Sono di base la stessa pianta, di cui esistono molteplici varietà:

  • La Canapa Sativa;
  • La Canapa Indica;
  • La Canapa Ruderalis.

Si differenziano per forma, grandezza, modalità di coltivazione e di esposizione solare, quantità di TCH (tetraidrocannabinolo) e CBD (cannabidiolo). La distinzione dipende principalmente dall’uso che viene fatto della pianta, a scopo industriale o ricreativo-curativo.

Il termine cannabis indica la pianta nella sua totalità. Invece la marijuana è un suo derivato, realizzato coi fiori della pianta. Essi contengono un’alta concentrazione di principi attivi, vengono essiccati e fumati. Spesso è chiamata “pot”, “grass” o “weed”, che sta per “erba, erbaccia”, oppure “Mary Jane”, da cui il nome del vino. La marijuana viene inoltre usata anche per tisane e a volte mescolata al cibo.

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La marijuana a tavola in Italia

VinoAnche in Italia cominciano a diffondersi prodotti a base di cannabis.

A Guardiagrele, in provincia di Chieti, il fornaio Camillo Adorante ha realizzato vari prodotti da forno alla cannabis: pane, pagnotte, cornetti, pizzette e anche formaggi. La cannabis utilizzata è la sativa che è legale in Italia, mentre quella indica è illegale.

Nelle Marche nasce “Canavì”, una bevanda a base di vino bianco marchigiano e infiorescenze di canapa. È stata realizzata dall’enologo Simone Schiaffino con la collaborazione di Andrea Pieralisi per il vino e Alessio Amatori per la canapa.

È bene ricordare che in Italia la marijuana per uso terapeutico può essere prescritta dal medico solo quando i trattamenti convenzionali non danno risultati soddisfacenti o non sono più sufficienti a controllare i sintomi indotti da patologie.

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