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Vita da SEO: cosa c’è dietro il processo di ottimizzazione web?

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L’acronimo SEO, Search Engine Optimization (o Optimizer, se riferito alla persona), identifica ad oggi l’esperto di web marketing con la capacità di ottimizzare, appunto, la visibilità di un sito sui motori di ricerca. Tuttavia, questo tipo di lavoro viene spesso frainteso, soprattutto perché i risultato ottenuti con la SEO sono organici, naturali, richiedono tempo e quindi non sempre semplici da verificare e quantificare. Inoltre questo tipo di attività si è ormai così espanso da essere presente in maniera capillare su tutto il territorio; oggi possiamo trovare un’agenzia SEO a Milano così come nelle più piccole provincie italiane. La SEO è diventata indispensabile, specie a livello locale, per la promozione di beni, servizi e attività.

Ma, alla fine, in cosa consiste il lavoro di uno specialista SEO? Scopriamolo.

Dallo studio autodidatta alle miriadi di corsi attuali

Prima ancora che la SEO fosse l’acronimo che conosciamo, il posizionamento sui motori di ricerca avveniva attraverso lo scambio di pareri ed opinioni su forum e blog; ci si confrontava, si discuteva e si provava. Di fatto era un apprendimento autodidatta, con il tempo consolidato in precise linee guida (ispirate alle direttive di Google) e diventate loro stesse delle vere e proprie fonti di business: i corsi SEO!

Adesso il confronto su blog e forum è praticamente inesistente, essendosi spostato sui social: le discussioni continuano, ma è la parte autodidatta che viene sempre meno.

Sperimentazione continua

Uno degli aspetti più controversi della SEO riguarda l’algoritmo di Google: sappiamo tanto su di esso, ma ancora di più è quello che non sappiamo. Molti dettagli sono tenuti nascosti, costringendo di fatto gli addetti ai lavori a continui esperimenti, per capire in che modo cambiano i criteri di valutazione dei siti da parte di Google, specie dopo ogni nuovo update dell’algoritmo.

Sperimentare in modo continuo è quindi l’unico modo per essere sempre pronti ad affrontare nuove evenienze e a prevedere i cambiamenti: questo approccio è fondamentale quando si lavora con clienti dal volume di traffico molto elevato, che una gestione SEO sciagurata potrebbe far precipitare con catastrofiche conseguenze.

Controllare i risultati

Per un SEO, i dati suggeriscono delle ipotesi, che vanno poi testate. I risultati portano quindi a nuove implementazioni. Per questo motivo non conviene mai programmare delle roadmap di durata troppo lunga nelle campagne di promozione, ma è consigliato agire come degli sprinter, cioè ottimizzando di volta in volta (magari con cadenze temporali predefinite, come ad esempio ogni mese) in base ai dati pervenuti.

Le conversioni provenienti dal traffico organico sono come un faro; certo vanno tenuti in conto i resoconti dei vari tool, come Google Search Consolle, SEmrush o Ahrefs, ma il vero metro di giudizio del valore di un sito viene dato dalle conversioni e dai revenue, ovvero ciò che poi possiamo “toccare con mano”.