Dalla vite…al vino. Il reale nettare degli Dei che fa storia in Campania

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La vite e il vino, decantati in odi appassionate dai poeti di ogni epoca, evocano i mondi interiori colorando la vita umana. Di fatto il vino è considerato “annaffiatore” di menti che spinge agli umori poetici, all’inatteso, all’Eros e ci trasporta verso i ricordi, fuori dall’ordinario quasi a oltrepassare quelle piccole porte segrete nell’universo del cuore, in un oblio dei sensi. (Leggi anche: Birra contro il cancro) La Campania terra affascinante in grado di riunire paesaggi, natura, storia, arte e cultura, è nota in tutto il mondo anche per la sua varietà enologica, grazie a vitigni antichi e pregiati, che sono alla base di produzioni di qualità eccelsa. Attraverso un percorso millenario, tra storia e coltivazione, con Luisa Parisi – esperta enologa e co-proprietaria della vinoteca “Sfizi DiVini” a Pomigliano d’Arco – degusteremo le note e i sapori dei migliori vini campani.

Vino, una bevanda da “venerazione”…e un vero e proprio culto

vinoLa “venerazione” per i vini antichi si diffuse in modo capillare e dal popolo egiziano venne tramandata poi agli Ebrei, agli Arabi e ai Greci. Fu proprio nell’antica Grecia che questo nettare da tavola assunse un ruolo “divino”, grazie a Dioniso, divinità che i greci dedicarono al vino. I vitigni antichi e le prime pratiche di vinificazione della storia risarebbero alle popolazioni della Mesopotamia. Fu durante il periodo greco però, che la vite si espanse oltrepassando il Mar Mediterraneo per sbarcare in Sicilia e poi pian piano verso l’Europa, passando per gli Etruschi che diffusero il vino anche in Campania. Successivamente i Romani portarono avanti la viticoltura, celebrata da Bacco nella cerchia degli Dei. Dopo un periodo buio, con il Rinascimento tornò ad avere la giusta gloria e in Italia si riaffermò nel IX secolo con l’incremento delle produzione e grazie anche ai nuovi criteri di classificazione e alle denominazioni di origine.

Leggi anche l’articolo: Come degustare il vino in 5 regole d’oro

Da agente di viaggi a sommelier: La storia di Luisa Parisi e del suo “Sfizi DiVini”

Ciao Luisa, parlarci un po’ di come sei arrivata all’apertura della tua vinoteca a Pomigliano d’Arco.

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Luisa Parisi, co-proprietaria di Sfizi DiVini

Dopo una vita a fare tutt’altro, giusto un anno fa (il 15 settembre 2017), ho aperto “Sfizi DiVini” con l’intento di abbinare quelle che sono le mie due grandi passioni, la cucina e il vino. La passione per il vino è nata verso i 30 anni quando con gli amici iniziammo a frequentare le vinerie di Napoli e provincia. Da li poi sono cominciati i weekend enogastronomici e ho iniziato ad appassionarmi anche alla storia, alla cultura vitivinicola fino al percorso di sommelier e poi all’apertura, con la mia socia e amica, Maria Rosaria Coraggio, di “Sfizi DiVini”.

Le viti campane ci regalano dei buonissimi vini e tutti con note differenti. Luisa c’è una tua Top 5, una “classifica” di vini che ti sentiresti di consigliare?

Sì. In Campania il vino ha sempre svolto un ruolo da protagonista in una storia affascinante, che prende forma nelle tante uve autoctone della regione e nei suoi tanti vini celebri. Mi sentirei di consigliarne esattamente 5, tutti di Denominazione di Origine Controllata (DOC) e Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG): due bianchi, il Greco di Tufo e il Fiano e due rossi, il Taurasi e l’Aglianico del Taburno. In più ci aggiungerei il Falerno del Massico DOC, vino rosso prodotto nel Casertano, tra i più antichi d’Italia.

Ci puoi dare dei consigli pratici di assaggio e di abbinamento di queste etichette?

Ci sono alcune regole basilari da considerare per la degustazione di un vino: la temperatura, la decantazione, l’abbinamento, l’olfatto, la vista e la conservazione. In linea generale i vini bianchi vanno portati a tavola con una temperatura più bassa, intorno agli 8/10 gradi, mentre i rossi a una temperatura più alta (16/18 °C).

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Nello specifico:

  1. Il Greco di Tufo, vino bianco secco e spumante, a seconda poi del procedimento impiegato, è un vino ricco di corpo che necessità di un periodo di invecchiamento moderato: due, massimo tre anni. È ideale da accompagnare a crostacei, frutti di mare, zuppe di pesce e grigliate. Per il Greco di Tufo che non sia invecchiato oltre i due anni si può provare anche l’abbinamento con i funghi, meglio se porcini. Come spumante, il Greco di Tufo è ideale servito ad una temperatura di 10/12 °C come aperitivo, da accompagnare ad antipasti freddi, preferibilmente sempre di pesce.
  2. ll Fiano di Avellino Docg, grazie alla sua struttura, è un vino che si abbina con crostacei, secondi piatti di pesce al forno o alla griglia e con carni bianche delicate.
  3. Il Taurasi, servito a una temperatura di 16/18°C, è adatto all’accompagnamento di piatti dal grande spessore aromatico: primi piatti al sugo di carne, selvaggina, carni rosse arrosto, formaggi a pasta dura stagionati.
  4. L’Aglianico del Taburno Rosso e il Riserva devono essere serviti a una temperatura di 18 °C e si abbinano perfettamente con le carni sia bianche che rosse, il pollame nobile, la selvaggina e le ricette elaborate. L’Aglianico del Taburno Rosato esprime il meglio a una temperatura di servizio di 12 °C ed è l’ideale per i dessert.
  5. Il Falerno, di colore rosso, il vino più celebre della letteratura e della storia, nasce da uve Aglianico e Piedirosso, raccolte nella tenuta di San Castrese, alle pendici del vulcano di Roccamonfina, in provincia di Caserta. Il Falerno del Massico rosso si abbina a salumi, salsicce, carni rosse. Temperatura di servizio 16°/18°C.

A Pomigliano d’Arco l’aperitivo diventa…Aperivino con “Sfizi DiVini”

vinoLuisa e Maria Rosaria, napoletane DOC, accolgono i propri avventori in un’atmosfera rustica, ma intrisa di passione e piatti gustosi cucinati rigorosamente da tradizione casalinga e nostrana. La convivialità della loro vinoteca accompagna la degustazione delle ottime etichette elencate e trova spazio soprattutto nella loro offerta di aperitivo, che si trasforma in un aperivino, non a caso “DiVino”. I prezzi modici aiutano poi a rendere ancor più piacevoli le serate tra amici. A breve si organizzeranno anche serate di degustazioni in cui abbinare vini, per lo più campani, a formaggi, salumi e altre specialità rigorosamente locali.

Per ulteriori informazioni: Sfizi DiVini – Piazza Salvo D’Acquisto n.4 – Pomigliano d’Arco (Na) – Tel.: 3471952180 – E-mail: sfizidivini@virgilio.it

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