Covid, famiglie delle vittime denunciano lo Stato: le 2500 pagine di accuse

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Per le famiglie delle vittime Covid processo civile alle porte contro lo Stato e la Regione Lombardia. Sono 500 persone che chiedono giustizia. Il processo avverrà l’8 luglio presso il Tribunale Civile di Roma. Le famiglie richiedono dallo Stato un risarcimento di 100 milioni per l’ineguatezza nell’affrontare l’emergenza.

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Vittime Covid processo: l’udienza l’8 luglio 

pulizia covid-19 calabria autodichiarazione, concorso cancellieri esperti decreto legge pasqua, vittime covid processo Si tratterà della prima udienza quella dell’8 luglio, che esaminerà per la prima volta le oltre 2500 pagine depositate dalle famiglie delle vittime Covid. Sono 500 persone che durante la prima ondata hanno perso amici o familiari. Morti che la difesa tenterà di dimostrare come fossero evitabili. Il team di legali è guidato dall’avvocato Consuelo Locati. Nell’atto firmato a dicembre si pone al banco d’accusa lo Stato e la Regione Lombardia. “L’Italia non era dotata nemmeno degli strumenti minimi che potessero essere immediatamente attivati in vista del rischio emergenziale. Proprio perché nulla era stato fatto nel corso degli anni per preparare il sistema. Soprattutto quello sanitario. Ma anche quello economico e finanziario.” Le accuse sarebbero non solo di una mancata organizzazione, ma anche di aver scelto consapevolmente di non agire prima per “non spaventare la popolazione”. 

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Vittime Covid processo: le colpe della Regione Lombardia 

parroco vaccini feti, domenica palme napoli, vittime covid processo Dall’impreparazione dello Stato, le ultime pagine dei fascicoli sono interamente dedicate alle colpe della Regione Lombardia. La prima ad essere stata colpita più duramente dall’emergenza. La principale accusa che viene mossa dai legali è quella di non aver instituito prima una zona rossa per “interessi economici”. Agli atti email di diversi medici di Bergamo che richiedevano settimane prima misure di contenimento. Nonché le richieste ad inviare dispositivi di protezione di cui la Regione era sprovvista. L’avvocato Locati dichiara come l’udienza imminente sia solo la prima volta a smascherare “uno stato protratto di negligenze e omissioni oltre che di violazioni di legge.”

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