Vulcani sottomarini: una ricchezza italiana tra fascino e pericoli

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Il recente ritrovamento di 6 vulcani sottomarini in prossimità delle coste siciliane rivela la natura ancora non del tutto esplorata e studiata della geologia del nostro Paese. Ad individuarli è stato un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. Nel tratto di mare tra Mazara del Vallo e Sciacca, grazie a mappe dei fondali ad alta risoluzione e indagini sismiche, hanno scoperto i 6 vulcani. Questi ultimi sono distanti circa 22 chilometri dalle coste della Sicilia. Un vulcano, addirittura, è distante da Capo Granitola solo 7 chilometri. Impressionante!

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Vulcani sottomarini: le “stranezze” geologiche dell’Italia

Vulcani sottomariniIn Italia il fenomeno del vulcanismo è molto frequente, dato che il Paese si trova in prossimità di frequenti collisioni tra diverse placche tettoniche. Quando le placche collidono, una scivola sotto l’altra, formando la cosiddetta zona di subduzione.

L’Italia è situata nel punto in cui collidono la placca africana e quella eurasiatica. Tra queste c’è la micro-placca adriatica. Le regioni meridionali della Sicilia, inoltre, ruotano leggermente in senso orario. Qui, il fondale marino comincia a mostrare segni di cedimento. Tale movimento spinge la terra, determinando la nascita di vulcani lungo la costa. Si pensi che un vulcano sottomarino del canale di Sicilia si è attivato nel 1831, formando l’isola Ferdinandea a 40 chilometri dalla costa. Oggi, purtroppo, l’isola è stata sommersa.

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L’individualizzazione dei 6 vulcani sottomarini

Vulcani sottomariniI vulcani sottomarini scoperti recentemente sono molto più vicini alla costa siciliana rispetto ad altri già sono noti. Durante due spedizioni (nel 2017 e nel 2018), i ricercatori hanno studiato molto dettagliatamente il territorio e le caratteristiche dei vulcani.

Hanno analizzato e tracciato la superficie, creando anche delle mappe 3D. Successive analisi magnetiche hanno permesso loro di confermare la natura vulcanica dei rilievi. Le rocce magmatiche, infatti, contengono discrete quantità di materiali magnetici che, raffreddandosi, agiscono come piccole bussole. La scienziata Caplan-Auerbach ha spiegato che tali materiali si sono immobilizzati, orientandosi verso il nord, allineandosi in una collina di roccia vulcanica. Dalle loro ricerche, risulta proprio una forte anomalia magnetica.

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Ecco l’anatomia di un vulcano

Vulcani sottomariniLo studio dei ricercatori, a seguito di varie analisi, ha prodotto conclusioni sorprendenti. Cinque vulcani su sei hanno eruttato circa 20.000 anni fa. Molto probabilmente, questi sono dei vulcani monogenici: ovvero, eruttano solo una vota prima di ritornare tranquilli.

Actea – cosi è stato nominato il vulcano più vicino alle coste – potrebbe aver eruttato di nuovo, come mostra il flusso di lava solidificato lungo quattro chilometri. Questo è il più grande mai individuato. Si trova nella parte nord-occidentale della Sicilia.

Sia Acta che il vulcano Climene hanno caratteristiche davvero affascinanti. Una di queste, ad esempio, è l’emissione di bolle che salgono dal cratere. Si pensa che sia il risultato di un’attività biogenica. Secondo altri, invece, si tratterebbe della conseguenza di un’attività idrotermale.

Questo tipo di scoperte dimostrano che siamo ben lontani dal conoscere ogni cosa della terra che calpestiamo, della sua origine e dell’ecosistema che lo abita.

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