Whirlpool: lavoratori in piazza, consegnata lettera al prefetto di Napoli

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Whirlpool sciopero 18 giugno

Whirlpool sciopero 18 giugno – I lavoratori scendono ancora in piazza contro la chiusura dello stabilimento. Riuniti a Piazza del Plebiscito gli ormai ex dipendenti della multinazionale hanno consegnato una lettera al prefetto di Napoli. I punti salienti riguardano: la proroga del blocco dei licenziamenti, la riapertura dei cancelli dello stabilimento di via Argine ed un deciso intervento del governo a supporto della vertenza. Previsto anche un altro sciopero il 18 giugno 2021.

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Whirlpool sciopero 18 giugno: oggi consegna delle richieste

Whirlpool sciopero 18 giugnoUna questione che si trascina da ormai due anni e mezzo cioè da quando la multinazionale Whirlpool ha annunciato unilateralmente, e a sorpresa, la chiusura dello stabilimento di lavatrici di Napoli. La chiusura va contro a quanto stabilito dal piano industriale sottoscritto con le parti sociali. Dopo due anni e mezzo di scioperi, di lavoratori che bloccavano le autostrade le vittorie sono poche se non nulle. Intanto si sta organizzando l’ennesimo sciopero contro la chiusura dello stabilimento. Previsto per il 18 giugno, oggi alcuni lavoratori insieme ad alcuni rappresentanti dei principali sindacati hanno dato vita ad un presidio in Piazza del Plebiscito.

Una sorta di sciopero, che anticipa quello generale, è stato occasione di incontro e confronto anche con il prefetto di Napoli Marco Valentini. Gli operai, insieme ai rappresentanti sindacali, gli hanno consegnato una lettera in cui chiedono il rispetto degli accordi presi con il governo. Altri punti focali della lettera, ma in generale dei vari scioperi, sono la proroga del blocco dei licenziamenti e la riapertura dei cancelli dello stabilimento di via Argine.

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Whirlpool sciopero 18 giugno: “inutile chiudere una fabbrica che produce a pieno ritmo”

Whirlpool sciopero 18 giugnoAi microfoni del Mattino.TV alcuni lavoratori affermano che la multinazionale, nonostante la pandemia, continui a produrre e quindi a guadagnare. “Non c’è alcuna ragione per chiudere uno degli stabilimenti migliori d’Italia. Una fabbrica che ha rappresentato l’eccellenza per questa azienda e che all’improvviso è stata classificata come “improduttiva”. Siamo da due anni con stipendi ridotti e senza speranze per il futuro. Una condizione di sconforto ed incertezza che non auguriamo a nessuno“.

Al presidio presenti anche i rappresentanti di Cgil, Fim-Cisl e Uilm. I rappresentanti hanno dichiarano: “Dopo due anni siamo ancora qua e non ci arrenderemo. Questa vertenza resta misteriosa ed ancora non ci sono state date spiegazioni. Se la volontà della Whirlpool è quella di delocalizzazione lo dica chiaramente. Non è giusto continuare a giocare sulla pelle di oltre trecento persone. Impiegati che in questi anni con il loro lavoro, hanno contribuito a rendere solida e credibile una società che oggi vuole metterli in strada. In un momento del genere poi, dopo un anno e mezzo di pandemia, non è accettabile questa decisione. Bisogna ripartire ed è necessario farlo tutti insieme. Il lavoro va garantito per consentire ad una territorio come Napoli di riprendersi al più presto e tornare ad essere produttivo. Non ci sono scuse che possiamo accettare. La Whirlpool deve fare un passo indietro”.

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