Assange sarà estradato: 175 anni di carcere in Usa per i suoi articoli. L’annuncio di Londra

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Wikileaks Julian Assange

Torna a impazzare la polemica sul fondatore di Wikileaks Julian Assange. Il governo britannico ha confermato oggi che il giornalista sarà estradato negli Stati Uniti d’America. Lì lo aspetterebbe una condanna a 175 anni di carcere. Appena 14 giorni il termine per presentare ricorso contro la decisione. Si espone anche l’organizzazione, muovendo una grave accusa verso gli Usa. E torna vivida la questione della libertà di stampa.

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Wikileaks Julian Assange: lo scandalo

de luca, Wikileaks Julian AssangeTutti ricorderanno lo scandalo Wikileaks. Il portale, creato nel 2006, aveva come finalità quella di diffondere documenti classificati su crimini. L’informazione, per Wikileaks, è collegata fortemente alla verità. E per evitare ripercussioni personali, non solo le fonti e i documenti venivano controllati e verificati. La piattaforma era volta soprattutto a garantire l’anonimato per fornitori dei documenti e giornalisti.

La piattaforma ha divulgato negli anni documenti riservati che hanno portato alla luce crimini di guerra commessi dagli USA. In particolare, nei conflitti afgano e iracheno. Questo non è piaciuto a Washington, che ha lanciato una vera e propria caccia alle streghe.

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Wikileaks Julian Assange: l’arresto e l’estradizione

Italiani detenuti Regno Unito, Wikileaks Julian Assange
Dal profilo Facebook ufficiale di Boris Johnson

Le indagini sullo scandalo Wikileaks hanno portato a Julian Assange. L’arresto dell’attivista ha poi portato a una serie di richieste di estradizione da parte di Washington.

Estradizione su cui oggi si è pronunciato il governo di Sua Maestà. La ministra dell’interno britannica, Priti Patel, ha oggi ordinato l’estradizione del giornalista negli Usa. Lì lo aspetta una condanna a 175 anni di carcere, inaudita altera parte.

Il governo di Boris Johnson ha preso la sua decisione, lanciando ora la palla nel campo di Assange. 14 giorni, solo quattordici, per presentare ricorso. Wikileaks ha già confermato che sarà fatto ricorso, lanciando anche delle accuse pesanti. Chiunque tenga alla libertà d’espressione, per loro, dovrebbe vergognarsi della decisione del governo britannico, sempre più debole. Governo britannico che “ha approvato l’estradizione di Julian Assange negli USA, il paese che ha tentato di assassinarlo”.

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Wikileaks Julian Assange: i commenti, le polemiche e la “dottrina Mitterrand”

stupro, Wikileaks Julian AssangeLe polemiche non cessano. Non solo l’opinione pubblica europea sembra parteggiare per Assange. Anche alcuni leader politici si spingono avanti nel sostenerlo apertamente. Il francese Jean-Luc Melenchon ha dichiarato “Se io fossi presidente del consiglio, Julian Assange sarebbe naturalizzato e decorato”. Viene rispolverata la dottrina Mitterrand, del celebre ex presidente della repubblica francese socialista. Mitterrand ha attivamente contribuito ad evitare, sotto le sue presidenze, estradizioni per crimini controversi a danni di persone non certamente colpevoli. Torna nell’opinione pubblica il garantismo internazionale.

Anche Amnesty International si è opposta alle decisioni del governo di Downing Street. “Consentire che Julian Assange venga estradato negli Stati Uniti significherebbe esporre lui a un grande rischio e mandare un messaggio agghiacciante ai giornalisti di tutto il mondo”, ha dichiarato Agnes Callamard, segretaria generale dell’organizzazione.

E mentre l’opinione pubblica si schiera, torna il dibattito sulla libertà d’espressione e sulla libera informazione. Può un libero giornalista subire 175 anni di carcere per aver divulgato dei fatti ottemperando al diritto-dovere di cronaca? È legittimo porre un limite alla libertà d’informazione? Se è accettabile questo, allora dobbiamo considerare accettabili le limitazioni alle libertà. Ma la limitazione della libertà, d’informazione, personale, d’espressione eccetera è componente di stati non “liberali”. Non politicamente, ma a livello organizzativo. E quindi: è tollerabile la repressione delle libertà per fini di autoconservazione del potere?

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