Wikipedia oscura le pagine italiane. È protesta sulla direttiva europea del copyright

Le pagine del motore d’informazione più cliccato al mondo oscurate per sciopero

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Wikipedia

Quante volte capita di voler approfondire una conoscenza, di volersi informare su un argomento, di non ricordare qualcosa in particolare o semplicemente di curiosare sulla rete? L’informazione libera e praticamente istantanea è concessa gratuitamente dal web ogni giorno, ma soprattutto dall’enciclopedia online numero uno al mondo: Wikipedia.

Wikipedia è lo strumento d’informazione più utilizzato in rete. Sostenuta da un’associazione senza scopi di lucro, la Wikimedia Foundation, è tra i siti più cliccati al mondo. Conta su una media di quasi sessanta milioni di utenti ogni giorno. L’aspetto più interessante è il suo apparato di autopubblicazione. Ogni utente può contribuire ad arricchire la pagina con il suo piccolo contributo d’informazione. Ma se prima bastava un click per accedere alla preziosa cascata di informazioni del web, oggi tutto ciò potrebbe non essere più possibile a causa della nuova direttiva sul copyright.

Wikipedia: Direttiva sul Copyright e regolamentazione dell’informazione

wikipediaIl Parlamento Europeo, riunitosi fino al 5 luglio in plenaria a Strasburgo, sta per approvare le nuove direttive sul Copyright. Successivamente la proposta passerà al Consiglio dell’Unione Europea, per poi tornare al Parlamento per l’approvazione definitiva. Questa avverrebbe a dicembre 2018 o gennaio 2019. In cosa consiste precisamente questa direttiva? Alla base del tutto c’è un motivo meramente economico: i titolari dei diritti non riescono a guadagnare quanto dovrebbero sui loro prodotti. Questo perché nell’enorme mondo digitale avviene, per forza di cose, una manipolazione dell’informazione. Anche chi non è titolare del contenuto che propone, e su cui poi lucra, può utilizzarlo come meglio crede.

Il provvedimento prevede dunque, per le piattaforme online:

  • di introdurre strumenti di “filtraggio” dei contenuti;
  • di accordarsi con i titolari dei diritti per ottenere una licenza sui contenuti o sui frammenti di contenuti con un rimando a un collegamento ipertestuale.

Wikipedia ha deciso di scioperare contro questa proposta oscurando tutte le pagine dell’enciclopedia. Ora, se si prova ad accedere al sito, si legge: “tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet […] essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni.”

Oltre al comunicato, la piattaforma ha aperto un vero e proprio appello contro la proposta. Ogni utente di Wikipedia troverà un collegamento alla pagina sul voto del Parlamento. Da qui potrà telefonare o scrivere mail agli eurodeputati, esprimendo il proprio “libero” parere sulla questione.

La minaccia alla libertà del web e ai diritti fondamentaliwikipedia

Wikipedia non è l’unica a protestare. Google e altri gruppi attivisti per il diritto di conoscenza si stanno muovendo per opporsi a questa pericolosa direttiva.

Effettivamente i diritti violati sarebbero parecchi. L’utente sarebbe sicuramente limitato non solo nell’accesso alle informazioni ma anche nella creatività e nella divulgazione di contenuti. In poche parole la libertà di espressione sarebbe minacciata. Le aziende, per non incorrere in problemi legali, eliminerebbero contenuti altrui, poiché potrebbero essere segnalati da chi è più potente e si avvarrebbe del “diritto” di Copyright. Ma subito ci si rende conto che la minaccia non riguarda solo l’informazione. Infatti altre limitazioni sarebbero:

  • Diritto alla privacy: ogni contenuto dovrebbe essere sottoposto a rigido controllo generalizzato;
  • Libertà d’ impresa: le aziende online dovrebbero attuare misure di controllo altamente costose.

Il Parlamento dovrebbe dunque interrogarsi su una questione fondamentale: è giusto difendere a spada tratta un diritto di proprietà “intellettuale” quando poi si finisce per violare un inalienabile, universale, diritto umano?

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